Alessandro Alviani, La Stampa 18/9/2011, 18 settembre 2011
Si è presentato all’improvviso alla polizia di Berlino con un sacco a pelo e uno zaino, e ha raccontato di aver vissuto gli ultimi cinque anni in un bosco, assieme al padre: «Poi lui è morto, l’ho seppellito io stesso, e sono tornato in mezzo agli uomini»
Si è presentato all’improvviso alla polizia di Berlino con un sacco a pelo e uno zaino, e ha raccontato di aver vissuto gli ultimi cinque anni in un bosco, assieme al padre: «Poi lui è morto, l’ho seppellito io stesso, e sono tornato in mezzo agli uomini». Dice di chiamarsi Ray e di avere 17 anni. Conosce solo poche parole di tedesco, ma parla bene l’inglese. E non ricorda quasi nulla della sua vita, anche se tutta la Germania parla già di lui. È un mistero di quelli che sembrano saltare fuori da un testo per bambini o dalla penna di uno sceneggiatore hollywoodiano. Qui, però, Mowgli e il suo Libro della giungla c’entrano poco. Il parallelo, semmai, andrebbe tracciato con la storia di Kaspar Hauser, il leggendario ragazzino di 16 anni che un giorno di maggio del 1828 si presentò su una piazza di Norimberga, sbucando fuori dal nulla e provocando una serie interminabile di congetture. Chi sarà mai? Da dove viene? Le stesse domande che ora Berlino si pone davanti un adolescente che si è presentato all’improvviso agli agenti della capitale tedesca e ha raccontato di non conoscere il suo cognome e di non sapere da dove arrivi esattamente. Possibile? Gli inquirenti non nascondono la loro sorpresa, anche se tendono a considerarlo credibile e hanno attivato l’Interpol per scandagliare le denunce di persone scomparse depositate in giro per l’Europa negli ultimi cinque anni. La ricerca si annuncia complessa. Gli unici indizi: Ray - questo il nome del giovane - avrebbe 17 anni e probabilmente arriva dall’estero, visto che parla bene inglese, ma mastica solo qualche parola di tedesco. Il 5 settembre è comparso davanti il Rotes Rathaus, il «municipio rosso» di Berlino, alla ricerca di aiuto. Con sé aveva solo un sacco a pelo, una tenda e uno zaino pieno di vestiti invernali, ma nessun documento. I dipendenti comunali l’hanno affidato a un’associazione per l’infanzia, che ha contattato la polizia. Ray, occhi azzurri e capelli di un biondo scuro, ha riferito agli agenti di aver vissuto finora nei boschi insieme a suo padre, Ryan, e di essersi orientato con lui grazie ad alcune mappe e a un compasso. Le notti le avrebbero passate in rifugi di fortuna. Come nel film “The Road”, dove il protagonista di Viggo Mortensen cercava di sopravvivere con il figlioletto in un mondo post-apocalittico. Il grande viaggio nella natura sarebbe iniziato cinque anni fa, quando sua madre Doreen sarebbe deceduta in un incidente d’auto. Cosa ha fatto prima di allora, dove ha passato i primi 12 anni della sua vita? Domande che non hanno ricevuto risposta. Ray ha spiegato solo che due settimane fa ha trovato il corpo di suo padre senza vita e l’ha lasciato in una fossa, ma non ricorda di preciso dove. Da allora si sarebbe messo in marcia e, con l’aiuto di un compasso, si sarebbe diretto verso nord, come Ryan gli aveva insegnato, finendo, dopo 14 giorni di camminate, nella capitale tedesca. Difficile dire quanta strada possa lasciarsi dietro in due settimane un adolescente abituato alle lunghe camminate: forse i due si trovavano in Brandeburgo, la regione che circonda Berlino? Forse più a sud, in Sassonia? Ma non manca chi nutre qualche dubbio sulla vicenda: «In base ai dettagli che conosco la storia non mi sembra attendibile», spiega Lars Konarek, che è uno dei più noti istruttori di sopravvivenza in Germania. «Per resistere da solo nei boschi dovrebbe disporre di enormi conoscenze, la vita nella natura selvaggia è molto dura e lascia tracce sul corpo: la sua pelle dovrebbe apparire invecchiata, il suo volto stanco, mentre sembra che non sia così», aggiunge Konarek. Ray si è presentato infatti alla polizia in buona forma fisica, sul suo corpo non c’erano segni di abbandono o trascuratezza. Per trovare esempi simili non bisogna risalire al 1828, a Kaspar Hauser e alla leggenda secondo cui quel ragazzino taciturno apparso dal nulla a Norimberga sarebbe stato in realtà il principe ereditario del Baden. Nel 1998 un padre francese sottrasse i due figli di sei e sette anni all’ex moglie e si nascose con loro sui Pirenei. L’uomo venne scoperto solo nel 2009 e condannato con la condizionale, in quanto i figli raccontarono di aver avuto un’infanzia felice tra i boschi. Nel 2007 fu scoperto invece nei pressi di Coblenza, in Germania, un americano che aveva vissuto per quattro anni nei boschi dopo la separazione dalla sua ragazza. Ray, intanto, è stato affidato ai servizi sociali e ha ricevuto un tutore, in attesa che il suo mistero possa essere decifrato.