Corriere della Sera 18/9/2011, 18 settembre 2011
BARI —
Per evitare che nelle trascrizioni delle centomila intercettazioni telefoniche dell’inchiesta barese sul favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione finissero dialoghi troppo volgari o imbarazzanti (oltre che irrilevanti) su prestazioni sessuali e altro, alla Procura di Bari è stato fatto un lavoro preventivo. Prima dimezzando il numero delle trascrizioni (50.000) e poi depurando le stesse di dialoghi o considerazioni troppo spinte. Oppure di battute presidenziali un po’ sboccate su esponenti delle istituzioni straniere, che potevano creare qualche incidente diplomatico. A occuparsi di questo lavoro è stata Eugenia Pontassuglia, pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, l’unica donna del pool che da due anni indaga sul giro di escort e ragazze organizzato da Gianpaolo Tarantini e approdate nelle residenze del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Del gruppo investigativo faceva parte anche l’ex sostituto procuratore Scelsi, che a luglio è passato alla Procura generale, e continua a esserci l’altro pm Ciro Angelillis. Ma è stata lei, la Pontassuglia, a prendersi l’incarico di riascoltare tutte le telefonate e rileggere tutte le trascrizioni, per depurarle di quelle frasi inopportune sia sul piano della decenza — con descrizioni anatomiche o di performance troppo approfondite — che su quello dei rapporti internazionali.