La Stampa 17/9/2011, 17 settembre 2011
Il premier Silvio Berlusconi è giunto intorno alle 21,40 in un locale di via Mecenate a Milano per presenziare alla festa di matrimonio di sua nipote 37enne Luna, secondogenita di Paolo Berlusconi e Mariella Bocciardo, con il 39enne Edoardo Sylos Labini, nipote dell’economista Paolo
Il premier Silvio Berlusconi è giunto intorno alle 21,40 in un locale di via Mecenate a Milano per presenziare alla festa di matrimonio di sua nipote 37enne Luna, secondogenita di Paolo Berlusconi e Mariella Bocciardo, con il 39enne Edoardo Sylos Labini, nipote dell’economista Paolo. La cerimonia di matrimonio è stata officiata dal sindaco di Basiglio (Milano), Marco Flavio Cirillo, e si è conclusa pochi minuti prima dell’arrivo del premier. Testimone di nozze era Marina Berlusconi, assente invece Piersilvio. Il presidente del Consiglio è atterrato nel vicino aeroporto di Linate dove è giunto direttamente da Roma, e si è diretto nel locale alla periferia di Milano, dove, tra ingentissime misure di sicurezza con decine di poliziotti e carabinieri, si è tenuta la festa di nozze a cui partecipano tra gli altri il sottosegretario Daniela Santanchè e il giornalista Alfonso Signorini. Tema ispiratore della festa Montecchi e Capuleti: agli ospiti sono state consegnate mascherine bianche e altre rosse. CORRIERE DEL 18/9 MILANO — «Andiamo avanti con la legge sulle intercettazioni. Me ne farò carico personalmente». È tra parenti. E amici. Quando Silvio Berlusconi arriva venerdì sera alla festa di nozze di Luna, figlia di Paolo Berlusconi e Mariella Bocciardo, con l’attore Edoardo Sylos Labini, scatta la standing ovation. «Silvio non mollare!». «Silvio vai avanti!». Per ore le agenzie hanno riversato le intercettazioni tra il presidente del Consiglio e Gianpaolo Tarantini. Lui sembra tranquillo e sereno. O almeno è quello che vuol far credere agli invitati che lo stringono d’assedio. «Certo che non mollo — replica Berlusconi — ci manca che ceda ai ricatti. Quella di Napoli è una trappola e io vado avanti con il governo». E ripete il concetto: «Non andrò a Napoli». Mentre è certo che si presenterà domani a Milano per il processo Mills «perché voglio dimostrare che non scappo dai giudici». Quasi l’esatta fotocopia di quello che aveva scritto al Foglio di Giuliano Ferrara, qualche ora prima. Berlusconi si aggira tra gli ospiti. C’è il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, il direttore di Chi, Alfonso Signorini, quello del Giornale, Alessandro Sallusti, il sottosegretario Daniela Santanchè, l’europarlamentare Licia Ronzulli e la parlamentare Valentina Aprea, ma anche Barbara D’Urso e Patrizia Rossetti. Ma a differenza di tante altre volte e di tante altre feste il Cavaliere mantiene un profilo basso. Non prende il microfono per rivolgersi agli invitati. Non balla. Non canta. Chi lo conosce bene sa che questo non è il comportamento usuale di Berlusconi e la serenità dipinta in volto è solo una maschera. Quella montagna di intercettazioni pubblicate sui quotidiani pesa come un macigno. Altre potrebbero arrivarne. E se il decreto legge è stato bloccato dall’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Berlusconi è fermamente intenzionato a bruciare le tappe sul ddl Alfano: «Si va avanti con la legge sulle intercettazioni. La seguirò in prima persona». Il primo appuntamento alla Camera è per il 27 settembre. Anche se il testo preparato dall’ex ministro della Giustizia non ha mai convinto il capo del governo, tanto che dentro il Pdl c’è una spaccatura tra chi vorrebbe abbandonare completamente il disegno di legge e ripartire da zero e chi invece ritiene che il ddl contenga dei punti migliorativi. È l’una. Berlusconi torna ad Arcore. Prima si fa consegnare i quotidiani del giorno dopo. Una lettura dolorosa. Maurizio Giannattasio