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 2011  settembre 17 Sabato calendario

«Forza Formigli!», ha urlato Lilli Gruber per lanciare «Piazzapulita», il nuovo programma di Corrado Formigli (La7, giovedì, ore 21

«Forza Formigli!», ha urlato Lilli Gruber per lanciare «Piazzapulita», il nuovo programma di Corrado Formigli (La7, giovedì, ore 21.19). Forse avrebbe dovuto gridare «Forza Santoro!». «Piazzapulita» è la versione light di «Annozero»: stessi clienti (Roberto Castelli e Maurizio Belpietro), stessa santorina (una certa Valentina Petrini, carina anzichenò), stessi inviati fastidiosi (quando un giornalista piazza il microfono davanti a un citofono raggiunge, dal punto di vista espressivo, il livello più basso del mestiere), stesso pubblico di fanatici che applaude a riflesso condizionato, stessi filmati di Beppe Grillo, stessi collegamenti con i geneticamente arrabbiati della Val di Susa. Persino la disposizione dello studio ricorda l’arena santoriana. Insomma, per farla breve, «Piazzapulita» è prima di tutto un colpo basso nei confronti del nuovo programma di Santoro. Che non è un santo del mio paradiso, ma se l’altra sera si è, diciamo così, infuriato, ha la mia comprensione. È anche vero che in tv nessuno inventa più niente, che i talk politici si assomigliano tutti, ma è curioso notare come l’attacco linguistico al cuore del santorismo non sia avvenuto dalla parte politica avversa (sono anni che si tenta, invano, di creare un «Santoro di destra») ma dalla «cantera» di Michele. È altrettanto vero che fra due o tre puntate — come succede nella vita — nessuno parlerà più di filiazione diretta o di tradimento o di «citazione». La prima puntata è stata lunga, abbastanza noiosa (ma Matteo Renzi sarebbe il nuovo? A me è sembrato un vecchio democristiano molto paraguru), prevedibile. Siamo ancora ai giornalisti che fastidiosamente inseguono La Russa e Brunetta per strappare loro chissà quale dichiarazione, siamo ancora a Roberto Castelli che se la prende con il pubblico in studio (sua però la perla della serata: «Molte volte la forma è sostanza», parola di leghista), a Nunzia Di Girolamo che cita, a sfinire, «La vita degli altri».