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 2011  settembre 17 Sabato calendario

I dati sulle nascite del 2010 — appena pubblicati dall’Istat — danno uno spaccato delle giovani famiglie del presente, disegnando nel contempo il volto dell’Italia del futuro

I dati sulle nascite del 2010 — appena pubblicati dall’Istat — danno uno spaccato delle giovani famiglie del presente, disegnando nel contempo il volto dell’Italia del futuro. Sono sempre più numerosi i bambini con almeno un genitore straniero: 107 mila (il 19% del totale) che salgono però al 29% in Emilia-Romagna e al 28% in Veneto e Lombardia. Aumentano i nati da genitori non coniugati: 134 mila (il 24% del totale) ma con grandi differenze fra Centro Nord e Sud: dal 45% in provincia di Bolzano al 7% in Basilicata. Infine, continua ad aumentare l’età dei genitori al parto: il record delle madri ultraquarantenni è della Sardegna (8,5%) e la media italiana (6,1%) è la più alta d’Europa. Nel giro di una sola generazione, c’è stata una rivoluzione nella culla. Nel 1990, sei nati su dieci in Italia erano figli di madre italiana, coniugata e con meno di 30 anni. Oggi la stessa proporzione è ridotta al 15%. Tuttavia, ciò non deve far pensare a un ineluttabile declino della popolazione italiana. In primo luogo, nel 1990 e nel 2010 in Italia sono nati lo stesso numero di bambini (circa 560 mila). Ciò vuol dire che i nati delle donne con più di trent’anni, straniere e non coniugate, compensano oggi le mancate nascite delle donne giovani, italiane e coniugate. Sono cambiate le protagoniste, ma in Italia continuano a nascere bambini. In secondo luogo, gli andamenti osservati in Italia sono gli stessi della Francia e della Svezia, dove una fecondità extra-coniugale ben più alta che in Italia, l’alta età al parto e una forte presenza di coppie straniere coesistono con una fecondità molto maggiore di quella del nostro Paese (2,0 contro 1,4 figli per donna). Questi due Paesi sono molto più generosi — sia dal punto di vista fiscale che dei servizi pubblici — verso i bambini con più fratelli, a prescindere dalla loro provenienza e dallo stato civile dei loro genitori. Quindi, anche in Italia — se si adotteranno politiche sociali e familiari adeguate — le nascite potrebbero aumentare, anche senza un improbabile ritorno alle forme familiari prevalenti venti o trent’anni fa. Gianpiero Dalla Zuanna