Varie, 16 settembre 2011
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VonBrunn James
• St. Louis (Stati Uniti) 11 luglio 1920, Butner (Stati Uniti) 6 gennaio 2010. Il 10 giugno 2009 fece irruzione armato nel Museo dell’Olocausto di Washington uccidendo l’agente Stephen Tyrone Johns • «[...] Stando ai materiali diffusi in rete da Von Brunn [...] è falsa [...] la storiaccia della Soluzione finale, la leggenda dei 6 milioni di ebrei sterminati dal Terzo Reich. È falso anche il diario di Anne Frank, cioè il libro attraverso cui generazioni di lettori hanno scoperto, dal 1947 in poi, l’orrore della Shoah concentrato in una storia di famiglia. È una “burla”, quel diario: una fabbricazione post-bellica della lobby ebraica mondiale intesa a promuovere la compassione dei gentili per gli israeliti, e a propiziare così il dominio di Israele sullo scacchiere mediorientale. [...]» (Sergio Luzzatto, “Corriere della Sera” 12/6/2009) • «Cercava il crepuscolo privato delle suoi divinità naziste [...] ha invaso da solo il Museo della Shoah a Washington e ha cominciato a sparare, per finire il lavoro che Hitler, Himmler, Heydrich e i suoi eroi nella crociata contro la società multientica avevano lasciato incompiuto. Alla fine di una vita consumata invano per proteggere la purezza razziale dell’Occidente dalla minaccia di meticci, sanguemisti, neri ed ebrei, James VonBrunn aveva visto il proprio sogno ariano crollare nella disperazione quando un uomo di sangue caucasico e africano si era insediato sul trono del “Sacro Impero d’Occidente”, come lo chiama il suo sito internet, e aveva deciso di agire. Ha sparato ai visitatori dello straziante museo che ricorda l’Olocausto ebraico, a 500 metri dalla Casa Bianca, deciso a uccidere o a farsi uccidere. Ha ammazzato una guardia e ne ha ferita un’altra. Ferito dal fuoco di risposta [...] con quel suo nome etimologicamente identico a quello di un altro celebre nazista poi riciclato dalla candeggina della Guerra Fredda, Von Braun, non era comunque il solito good ol’ boy, il ragazzone ruspante delle Grandi Praterie arruolato nelle miliizie fasciste e antigovernative che puntualmente riaffiorano dal fondo dell’America per far strage di innocenti, come a Oklahoma City, o ammazzare un ostetrico abortista [...] loro micidiale confusione fra razza, politica, religione e troppe armi da fuoco. James, figlio della classica famiglia tedesca piccolo borghese emigrata a metà dell´Ottocento e poi radicata nella rispettabilità delle professioni (il padre era ingegnere civile), era cresciuto nella più banale normalità. Laureato in giornalismo, forse l’unico sintomo di squilibrio mentale, arruolato in Marina, combattente encomiabile nel Pacifico, dove aveva ottenuto ben quattro stelle al valore, Von Brunn aveva lavorato nei giornali e nella produzione cinematografica, pubblicitaria e televisiva, prima di ritirarsi in una piccola casa sulle sabbie atlantiche del Maryland. In solitudine, ma collegato al mondo grazie a internet, aveva scritto e pubblicato online un libro molto apprezzato fra i gruppi delle croci celtiche, “Uccidete i gentili”, una citazione talmudica che lui aveva utilizzato per spiegare che l’ebraismo è religione di morte, dunque da schiacciare. Aveva creato un sito web dal titolo autoesplicativo, l’impero d’occidente punto com, incoronandosi neo Carlo Magno, e il suo nome era venerato nei circoli delle aspiranti sturmtruppen che pullulano nel web. Il passaggio dalla sua fantasyland-nazi all’azione violenta ha richiesto quasi 89 anni [...] fino a [...] quando si è armato, ha raggiunto in automobile la Capitale, a un’ora di auto, è entrato nel Museo che dal 1993 ha ricordato la Shoah a 30 milioni di visitatori e ha sparato quattro colpi contro le guardie che controllano gli ingressi e i metal detector. Famiglie e scolaresche [...] si sono gettate a terra o nascoste dietro i pilastri, le guardie hanno risposto ai colpi, senza grande precisione, vetrate sono andate in frantumi, spargendo schegge e frammenti che hanno raggiunto un sorvegliante. Una sua piccola notte dei cristalli, come lo sfascio delle vetrine di negozi di ebrei nel pogrom nazista del 1938 [...] anni or sono, l’ex giornalista, ex produttore, ex pubblicitario, aveva personalmente occupato la sede della Federal Reserve, la banca centrale americana, arrestando come semplice cittadino che assiste a un flagrante delitto, i funzionari della Fed, per delitti contro i liberi cittadini americani vessati e schiacciati dalla mano del governo centrale asservito alla cabala demo-pluto-giudaico-massonica. Era stato condannato a sette anni da una giuria composta, ha scritto nel suo Mein Kampf, naturalmente da “negri ed ebrei” e [...] ha cercato di saldare il conto. [...]» (Vittorio Zucconi, “la Repubblica” 11/6/2009) • Vedi anche Maurizio Molinari, “La Stampa” 11/6/2009; Anna Guaita, “Il Messaggero” 11/6/2009.