Modesto Franco, Il Riformista 16/9/2011, 16 settembre 2011
I PROVENTI DELLA PROSTITUZIONE
Ci salveranno le lucciole. Non si demoralizzino i sindaci d’Italia per quei 7 miliardi di tagli che li aspettano dopo l’approvazione della manovra. E la smettano di scioperare, la smettano di allarmare i cittadini parlando di tagli ai servizi essenziali e di aumento delle tasse. Siamo italiani, siamo creativi. Ma soprattutto, come ci insegna il nostro premier, ci piacciono le donne.
E allora eccola una prima idea per annullare i danni della manovra: riaprire le case chiuse. Non è una boutade ma la proposta, serissima, inviata al prefetto di Mantova dalla giunta comunale di Virgilio. Il sindaco lombardo e i suoi assessori, ieri, non hanno ritenuto opportuno prendere parte allo “sciopero” dei primi cittadini che in tutta Italia hanno simbolicamente riconsegnato le deleghe sull’anagrafe al governo (e quindi ai prefetti, rappresentanti del governo sul territorio), convinti di non voler violare la legge, né arrecare danno alla cittadinanza.
Epperò a Virgilio si condividono «le ragioni di fondo della protesta», e si cerca di trovare un rimedio più ficcante: «Dopo breve e intensa discussione - si legge nella lettera inviata al Prefetto - la Giunta comunale ha ritenuto di individuare altra proposta che concorrerebbe a risolvere i problemi finanziari degli enti e che si rivela altresì sinergica a uno dei propositi più salienti della Finanziaria: l’emersione delle attività economiche sommerse».
Facile immaginare la curiosità del prefetto Mario Russo, che a questo punto si sarà domandato quale strabiliante idea per la lotta all’evasione si fossero inventati a Virgilio. Un po’ più difficile, invece, ipotizzare la reazione di Russo al prosieguo della lettera: «Si prega S.E. di voler trasmettere alla Presidenza di entrambi i rami del Parlamento la proposta di seguito sintetizzata, perché possa essere oggetto di proposta di legge: abrogazione della cosiddetta legge Merlin e riconoscimento dell’attività del meretricio, rivolto a tutti i sessi, quale attività professionale e/o di servizio rilevante ai fini tributari; conseguente riconoscimento della stessa anche ai fini previdenziali (con ogni onere annesso)».
Ci salveranno le lucciole, ma anche i gigolò e i trans. La proposta «permetterebbe al Comune di Virgilio - spiega il sindaco del Pdl, Alessandro Beduschi - considerato dai più il centro provinciale dello sfruttamento della prostituzione, di bonificare definitivamente situazioni di illegalità e di vedersi riconosciuto quel maggior gettito fiscale sufficiente a sopperire ai tagli operati per sostenere tutti i servizi».
Chissà se si tratta solo della prima di una serie di «soluzioni creative» che i sindaci si apprestano a operare. Resta il fatto che indubbiamente le «attività economiche sommerse» connesse alla prostituzione non riguardano solo il Comune di Virgilio. Chissà se anche altre città, visto il volume d’affari in questione, non decidano presto di sposare la proposta del Beduschi.