Varie, 15 settembre 2011
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Steinfeld Hailee
• Tarzana (Stati Uniti) 11 dicembre 1996. Attrice. Nel 2010 candidata all’Oscar (non protagonista) per True grit • «[...] È la ragazzina con le trecce e la parlantina, il cappottone da uomo e la pistola che tiene testa a Jeff Bridges in Il Grinta, il western dei fratelli Coen che ha resuscitato il genere conquistando 138 milioni di dollari e dieci candidature agli Oscar. Proiettando la debuttante interprete nella A-list di Hollywood [...] Quando ha girato Il Grinta Hailee di anni ne aveva 13: i registi hanno setacciato il paese in lungo e largo ed esaminato 15.000 candidate, per poi scoprire che l’attrice perfetta era nata e cresciuta a Los Angeles. Di persona, Hailee è più adulta e graziosa di come appare sul grande schermo, vuoi perché ha sciolto le trecce alla Judy Garland in morbidi riccioli castani, vuoi per le gambe chilometriche che spuntano dal vestito corto. Di lei Joel e Ethan hanno detto: “Vedendola tenere testa a Jeff Bridges abbiamo capito che era quella giusta: tosta come la Jodie Foster di Taxi driver, tenera come la Tatum O´Neal di Paper Moon”. Non si tratta di due nomi fatti a caso: Jodie Foster aveva 14 anni quando fu candidata per il ruolo di baby prostituta nel film di Martin Scorsese, mentre Tatum O’Neal ne aveva dieci quando vinse l’Oscar, affiancando il padre Ryan in Paper Moon. In realtà [...] la scelta dei fratelli Coen non è stata proprio all’insegna del colpo di fulmine: “Convincerli ad assegnarmi il ruolo di Mattie Ross è stato faticosissimo. Un lungo percorso partito quando il cugino di mia madre ha letto dei provini. Ho iniziato guardando il film originale, con John Wayne, poi ho mandato un video. Da lì è stato un continuo macinar di provini insieme a un numero di candidate sempre più ristretto. Alla fine eravamo rimaste in quattro. E, mentre aspettavo notizie, continuavo a prepararmi con il coach. Ho letto il libro di Charles Portis Un uomo vero per Mattie Ross, perché il [...] film discende direttamente dal romanzo. Insomma, ci ho creduto fino in fondo. Non dimenticherò mai quando mia madre ha ricevuto la telefonata definitiva: io che scendo urlante dalle scale e mio padre che m’insegue dal salotto scattando foto”. Già, perché Il Grinta è il lungometraggio d’esordio in una carriera fatta [...] di spot pubblicitari e qualche partecipazione in serie televisive. “Ho capito che volevo fare l’attrice a 8 anni, vedendo mia cugina in uno spot delle bambole Bratz e la mia migliore amica Jessica a un saggio della scuola. Ho pensato che se loro ce l’avevano fatta, poteva esserci spazio anche per me. Mia madre mi ha imposto di prendere lezioni di recitazione per un anno, voleva essere sicura della mia determinazione. Poi, mi ha trovato un agente. [...]” [...] La sua interpretazione di Mattie Ross, linguacciuto aspirante avvocato che ingaggia lo scoppiato sceriffo soprannominato il Grinta per trovare l’uomo che le ha ucciso il padre, ha convinto la critica (“mastica le costruzioni linguistiche nell’inglese arcaico di Portis come fossero caramelle”), ammucchiando premi e candidature. [...] “E pensare che quando sono arrivata sul set mi sentivo una lillipuziana rispetto a mostri sacri come i Coen, Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin. Perfino i serpenti che vedete nella scena in cui cado nella buca, erano più famosi di me: avevano girato Snakes on a plane” [...]» (Arianna Finos, “la Repubblica” 27/1/2011) • Vedi anche Giuseppina Manin, “Corriere della Sera” 11/2/2011.