Varie, 15 settembre 2011
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Shwe Than
• Minzu (Myanmar) 3 febbraio 1933. Politico. Ex capo di Stato (1992-2001), tuttora a capo del Consiglio nazionale di difesa (e perciò uomo forte del regime) • «[...] l’uomo forte della giunta birmana, il generale che ha dato l’ordine di sparare sui monaci, di massacrarli a bastonate, di arrestarli e torturarli in massa [...] estremamente scaramantico, ha spostato la capitale apposta, dalla “iellata” Rangoon a Napidaw, nel cuore della giungla, su consiglio del suo indovino preferito. [...]» (Francesco Sisci, “La Stampa” 9/12/2007) • «I ritratti fotografici non gli donano. Appare con la faccia dura. Le guance paffute e rugose, cascanti, un paio di occhi gelidi che sembrano scurire ancora di più un viso nero e chiuso, forse come il suo cuore [...] Xenofobo, riservato, non appare quasi mai in pubblico. È superstiziosissimo. Ha voluto cambiare il nome del Paese da Birmania in Myanmar e ha ordinato lo spostamento della capitale da Rangoon a Naypidaw, in mezzo al giungla. Il trasferimento è iniziato il 6 novembre 2005, esattamente alle 6.37 del mattino, il momento ordinato dall’astrologo personale di Shwe. Il trasferimento forse nascondeva il piano di trasformare la sua carica da capo della giunta militare in quella di re della Birmania. Ma forse non c’è niente di vero, è tutto parte di un’offensiva psicologica. Shwe infatti si arruolò nell’esercito a 20 anni, nel dipartimento per la guerra psicologica. Solo nel 1986 arriva al grado di generale a due stelle. Quando il vecchio capo del regime Ne Win, si dimette Shwe è solo uno dei generali che ambiscono al suo scettro. Assumerà il pieno comando solo nel 1992, perché sembra il più inoffensivo tra i contendenti. Sembrava anche il più liberale, visto che ritirò la legge marziale. Ma era un’illusione. Presto chiuse la stampa e cominciò una violenta campagna militare contro le minoranze. Nel 2004 prese a riscrivere la Costituzione [...]» (“La Stampa” 29/9/2007) • Vedi anche Marco Del Corona, “Corriere della Sera” 28/9/2007.