Varie, 15 settembre 2011
SANTAPAOLA Vincenzo
SANTAPAOLA Vincenzo Catania 2 giugno 1969. Figlio del capo di Cosa Nostra catanese Nitto. In carcere in regime di 41 bis, nell’ottobre 2008 scrisse una lettera al quotidiano “La Sicilia”: «Egregio Direttore, mi trovo in un carcere di massima sicurezza al 41 bis e da 11 anni giro varie prigioni in attesa di processi perché porto un cognome pesante, discusso, odioso e chiacchierato. I mass media mi indicano come un mafioso, l’erede di mio padre [...] Personaggi a me ignoti continuano a presentare il mio cognome come etichetta, la cui natura non mi appartiene [...] Oggi con forza e decisione intendo affermare pubblicamente che tali persone, i loro scopi, le loro azioni, sono a me ignoti ed estranei [...] Non ho, non abbiamo nulla da spartire con chiunque pretenda di usare il nostro nome subdolamente [...] chiedo di essere giudicato solo per le mie azioni» • «[...] La mamma di Vincenzo [...] è stata uccisa a casa sua, sull’uscio, hanno suonato alla porta, lei ha aperto, e le hanno sparato nella pancia [...] Nitto aveva, ha lavorato tutta la vita per tenere lontani i figli dalle storie di mafia [...] un investigatore: “Se Vincenzo Santapaola è arrivato ai vertici di Cosa Nostra catanese, vuol dire che la mafia, a Catania, sta attraversando un periodo particolarmente delicato… No, questo, Nitto, non l’avrebbe permesso mai, eppure…”. [...] È Michael Corleone l’archetipo sulla base del quale leggere la parabola di Vincenzo Santapaola, dalla mitica latitanza del padre negli anni Ottanta a un destino che si impadronisce di te nonostante le buone intenzioni [...]» (Ottavio Cappellani, “Il Foglio” 6/12/2007) • Vedi anche Salvo Palazzolo, “la Repubblica" 10/10/2008; Alfio Sciacca, “Corriere della Sera” 2/12/2008.