Azzurra Della Penna, Chi, n. 40, 21/09/2011, pp. 34-38, 21 settembre 2011
«Da donna non ho mai voluto fare figli, nel senso che io credo che, alla fin fine, se sono arrivata oggi a non averne è perché, in definitiva, questa è stata una mia scelta
«Da donna non ho mai voluto fare figli, nel senso che io credo che, alla fin fine, se sono arrivata oggi a non averne è perché, in definitiva, questa è stata una mia scelta. Dopo di che, certo, c’è stata una serie di circostanze per cui le cose sono andate diversamente da come pensavo. Per esempio, una settimana dopo il divorzio, mi è stato ritirato il documento di idoneità di adozione. Accipicchia com’è efficiente questo Paese. Da noi le multe non arrivano mai tardi, invece, per avere una pensione o un riscontro, qualcosa che ci appartiene o che si è fatto, beh, per quelle cose, si può pure morire. […] Questo è un paese dove se una tossicodipendente decide di fare un figlio può farlo, mentre se una persona come me e con la mia storia decide di adottare un bimbo non può. […] Flavio (Cattaneo, ndr) farebbe un figlio con me adesso, il discorso che sto facendo oggi sulla maternità è una rivendicazione di diritti di una persona e, quindi, di una donna. […] Siccome paghiamo le tasse […] mi piacerebbe che da parte dello Stato ci fosse anche più attenzione verso alcuni diritti fondamentali dei cittadini. […] Il problema non è anagrafico, è che io non ho capito se per fare i figli ci vuole più incoscienza o più maturità. E io o sono troppo matura per farlo oppure sono troppo incosciente. […] Voglio mettere in discussione tutti quei luoghi comuni che, alla luce dell’esperienza e della vita vissuta, non hanno ragione d’essere…» (Sabrina Ferilli)