Alessandro Ferrucci, Il Fatto Quotidiano 11/9/2011, 11 settembre 2011
GALAN: “CRISI? LA CHIESA PAGHI COME LE COOP”
Inviato a Venezia
Anomalia di un ministro del governo Berlusconi: Giancarlo Galan sorride, spesso e non per forma. Spara bordate su alcuni dei suoi colleghi di governo. Chiede alla Chiesa di partecipare economicamente alla crisi. Si distingue su alcuni temi legati all’uomo cari all’esecutivo. Temi “da liberale vero”, come sono io. Parla con il Fatto, di persona e nel momento di massima vetrina culturale: il Festival del Cinema di Venezia. E soprattutto, non è indagato.
È tornato a casa. Quanto le
manca il Veneto?
Molto. Sa cosa in particolare?
Mi dica.
La straordinaria efficienza ed efficacia nelle decisioni prese: fai una proposta e in una settimana la realizzi.
Al contrario, ora...
È una lotta infame su tutto. Un esempio? La mia proposta per spedire in galera tombaroli o vandali: ci metterà almeno otto mesi pervederelaluce.PensicheinVeneto decisi in una notte di rinunciare all’appello quando un cittadino vinse una causa amministrativa contro la Regione. E una settimana a cambiare la legge.
Imbrigliato nei gangli ministeriali?
Al Mibac (ministero per i Beni e le Attività culturali) scopro cose strane. L’altro giorno mi hanno detto che devo nominare la Commissione per la censura. Ma si rende conto? Abbiamo ancora la censura.
E quindi?
Nell’epoca di Internet, dove puoi trovare qualsiasi cosa, non ha senso: è ora di conciliare libertà di espressione e responsabilità.
Come?
Sarà lo stesso produttore del film a indicare il ‘vietato ai 18’ o ‘ai 14’. Se poi un cittadino non sarà d’accordo con la valutazione, allora verrà chiesto il giudizio di una commissione di esperti. Se andrà bene ci metterò un anno a renderla operativa. Ma penso che andrà male. Mentre in Veneto...
Ma lei segue l’operato del suo successore, Zaia?
Mah... non mette mano a tanto (e sorride). Specialmente sui temi pericolosi o difficili.
Tipo?
La Pedemontana.
Eppure la Lega si vende come un partito di lotta, decisioni-sta...
...passiamo alla prossima domanda (ride a lungo)
Va bene. Venerdì al Festival è stato premiato Bellocchio. Lo stesso regista sta preparando un film ispirato alla vicenda di Eluana Englaro.
Innanzitutto sono felice per il premio speciale della giuria assegnato a Emanuele Crialese. Per quanto riguarda Englaro non posso rimanere inerme e pensare che quella ragazza era sola con la famiglia e senza alcuna tutela da parte dello Stato. È assurdo che uno non possa disporre degli ultimi atti della propria vita. Sono pronto a intraprendere una battaglia in quella direzione e sono felice che Bellocchio ne faccia un film. Così, magari, torneremo a parlarne e con altri toni. Allora la politica rovinò tutto.
A suo tempo lo disse a Berlusconi? Lei è uno dei politici che lo segue da più tempo.
Non è proprio così. È vero, con lui ho un rapporto che dura da 27 anni, gli devo praticamente tutto, ma non faccio parte del suo ‘cerchio magico’, ammesso che ci sia.
Torniamo alla censura: la Rai ha cancellato una fiction dove si celebrava un matrimonio gay. Lei ha esaltato l’ultimo Pride di Roma.
Sono assolutamente aperto ai Pacs. Guardi, voglio essere chiaro: per me la famiglia è l’unione di un uomo con una donna, ma le altre sono forme di convivenza legittime che meritano una tutela.
Qual è suo rapporto con la Chiesa?
La fede è importante, un grande aiuto, ma faccio una fatica enorme a capire certe durezze.
Tipo?
Costringere una persona ad anni e anni di sofferenze.
Avrebbe concesso il funerale a Welby?
Bè, ci mancherebbe altro!
La Chiesa dovrebbe dare il suo contributo economico in questo momento di crisi?
Sì. Un segno dovrebbe arrivare anche da quella parte anche se non sono in linea con la proposta dei Radicali. Lo stesso vale per le cooperative e alcune onlus.
Torniamo a Venezia: tra lei e il ministro Romani è scoppiata la bagarre per la proposta lanciata dal suo collega di un tavolo per il rilancio del cinema.
È stato un bifolco. Per carità, lo dico in tono letterario: ‘Bifolco’ è il modo in cui Silone chiamava i contadini in Fontamara. Poi mi dispiace che quando si è trattato di trovare i finanziamenti per il cinema, lui non ha aperto bocca.
Insomma, non l’ha presa benissimo...
(Non sorride più) Basta bifolco.
Capitolo soldi: nel Consiglio dei ministri di agosto dedicato alla manovra, lei entrò nella riunione ed espresse forti perplessità, lo stesso ha fatto giovedì scorso con Calderoli sul tema delle Province. Ora?
Mmm... io non so stare zitto (e guarda i suoi collaboratori). Le dico solo una cosa: imputo a Tre-monti...
Subito Tremonti! Ma ora ha gioco facile...
Sì, ora. Ma a suo tempo no, quando sono stato il primo a dire certe cose. Comunque, il problema è solo uno: in un momento come questo, con gli italiani pronti a sacrifici, dovevamo fare una manovra strutturale che guardava al dopodomani, basata su elementi liberali, gli stessi che ci hanno consentito di vincere le elezioni. L’abolizione delle Province è uno di questi. E mi fermo qui.
Va bene, però non avete ridotto i tagli alla Casta.
Nonsonoparlamentare.Ilmiostipendio è di seimila euro e, ad esempio, pago tutti i viaggi andata e ritorno per casa. Ora le confesso una cosa (e torna il sorriso): non ho la tessera parlamentare e quando mi devo tagliare i capelli alla Camera, chiedo alla Giustina Destro (deputata del Pdl) di prestarmela. Eppoi abbiamo tagliato di tutto, compresi i giornali.
Anche il Fatto?
Vi leggo, vi leggo. E siete bravi, bravissimi, ogni tanto vi trovo un po’ astiosi. Ma io sono dall’altra parte.
Quindi non la pensa come la Brambilla: lei non ci ama.
Vabbè, se è per questo non ama neanche me.
Ministro, ha un primato, è uno dei pochi uomini di governo, forse l’unico, a non essere mai stato coinvolto in inchieste: è il più furbo o il più bravo?
(Qui scattano gesti scaramantici, vari) E la terza possibilità, che non abbia mai fatto niente? Però anche io ho il mio avviso di garanzia.
Appena eletto alla Regione...
Sì, nel 1995 Felice Casson (ora del Pd) mi imputò per la legge Seveso: omissione d’atti d’ufficio.
L’ultima: si sente ministro di un “paese di merda”?
(Silenzio...) Mi sento ministro di un paese fantastico. Ritengo di aver avuto molta fortuna per essere nato in Italia, in particolare nel mio Veneto.