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 2011  settembre 12 Lunedì calendario

Le star del porno? I vicini di casa Un business da 1,5 miliardi di euro - Sembra un secolo fa. Nei «cinema a luci ros­se » (quelli con le mitiche lettere XXX che tro­neggiavano all’ingresso) si agitava un’accalda­ta umanità che - quando si accendevano le luci in sala nell’intervallo tra il primo e secondo tempo - scopriva improvvisamente l’alto valo­re della lettura

Le star del porno? I vicini di casa Un business da 1,5 miliardi di euro - Sembra un secolo fa. Nei «cinema a luci ros­se » (quelli con le mitiche lettere XXX che tro­neggiavano all’ingresso) si agitava un’accalda­ta umanità che - quando si accendevano le luci in sala nell’intervallo tra il primo e secondo tempo - scopriva improvvisamente l’alto valo­re della lettura. Come? Piantandosi riviste e quotidiani sulla faccia. C’è chi sostiene che lo facesse per ragioni culturali; chi invece giura che la manovra era mirata a non farsi ricono­scere dal vicino di poltroncina. Un imbarazzo a luci rosse che ha svezzato de­cine di generazioni di «sporcaccioni» tra i pri­mi anni ’ 70 e la fine degli ’80.Poi,con l’avvento degli anni ’90, cambiò tutto: le sale XXX perse­ro prima una X , poi un’altra e poi un’altra anco­ra: insomma, sparirono miseramente. E così, il mercato dei film porno andò sottosopra (nel senso buono della posizione); sì, andò in crisi. Ma la crisi del cinema porno è un po’ come la leggenda della«crisi del cinema d’autore»:tut­ti la evocano, ma nessuno riesce mai a compro­varne il definitivo fallimento. E anche adesso, in tempi di casareccio porno-web, le pellicole «vietate» continuano a «tirare», benché le pro­duzioni si siano trasferite (per ragioni legali e di bilancio) nel 90% dei casi nel paesi dell’Est. In Italia regge alla grande il genere fai-da-te con la telecamera e la spia REC accesa sulle per­formance domiciliari dei vicini di casa: gli inso­spettabili della porta accanto che, tra le pro­prie quattro mura, si sentono la reincarnazio­ne di John Holmes e Moana Pozzi. Con la diffe­renza che loro, i cultori dell’autoscatto,metto­no tutto su Youporn , il sito di video-porno (gra­tis) più cliccato al mondo. Al meccanismo del­la rete è legato tutto in «indotto» (per l’80% si tratta di prostituzione) che, solo per l’Italia, muove un business non inferiore all’1,5 miliar­di di euro annui. Secondo i dati (molto parziali) di Confindu­stria negli ultimi 12 mesi il calo sarebbe stato del 50%. Una cifra che accomuna film a luci ros­se ( 1.500 quelli distribuiti ogni anno nel nostro Paese), sexy shop (400 quelli regolarmente re­­gistrati) e tv criptate che trasmettono program­mi hard 24h su 24. Ma il grosso del giro avviene su internet con un complesso meccanismo di scatole cinese che rimanda ad attività di sesso a pagamento. Non a caso il vero termometro della febbre pornografica degli italiani viene dai dati offerti dai siti che permettono di scari­care materiale a prezzi stracciati come Youhub ( che la settimana scorsa ha addirittu­ra battuto Youporn ) divenuti secondo Nielsen net ratings,- la più autorevole società di rileva­zione del traffico online - il leader assoluto nel mondo con 1,5 milioni di utenti al giorno. Ri­sultato: la pornografia rappresenta il 25% del­l’audience di internet in tutto il mondo. Il dvd porno, dunque, è in via d’estinzione, come certificato anche di recente da una detta­gliata inchiesta del settimanale Panorama . «Per spiegare il motivo del crollo nelle vendite, basta fare un semplice confronto sui prezzi. Ac­quistare un dvd costa circa 25-30 euro. Più o meno quanto abbonarsi per un mese a un sito, con la differenza che in un mese è possibile sca­ricare dai 400 agli 800 Mb di materiale, ossia de­cine di migliaia di immagini e centinaia di film tutti in hd». Brazzers, uno dei più famosi siti web porno, offre pacchetti da 24,94 euro al mese. Ma ci si può abbonare anche solo per 2 giorni al prezzo di 1 euro e scaricare molto più materiale di quello contenuto in un unico dvd. A cambiare non solo il numero di video in commercio, ma anche il tipo di offerta. Sul mer­cato si trovano infatti sempre più spesso film con attori e attrici amatoriali: pellicole (della durata anche di pochi minuti) con protagoni­ste coppie «normali» in cerca di emozioni proi­bite. Ma spesso si tratta solo di una copertura. Dietro le registrazioni istant-porn, il più delle volte, si nascondono organizzazioni di sfrutta­mento della prostituzione con tanto di «pappo­ni ». In versione web, ovviamente.