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 2011  settembre 11 Domenica calendario

I profumi opera d’arte Firmati da un «naso» e personali come il Dna (2 articoli) - «Cosa vuol dire profumeria ar­tistica? Diciamo che per un profu­miere convenzionale vendere lo stesso profumo a cinquanta don­ne è un successo

I profumi opera d’arte Firmati da un «naso» e personali come il Dna (2 articoli) - «Cosa vuol dire profumeria ar­tistica? Diciamo che per un profu­miere convenzionale vendere lo stesso profumo a cinquanta don­ne è un successo. Per un artigiano delle fragranze invece è un’onta». Silvio Levi, uno dei maggiori e più antichi distributori di essenze di nicchia in Italia, descrive con un esempio un settore sempre più amato dal pubblico più esigente. Quello che ricerca il profumo uni­co e inimitabile nell’atelier fuori città, quello che commissiona al «naso» di fiducia il proprio «ritrat­to olfattivo». «Non creo molte fragranze su misura, al massimo una dozzina l’anno-spiega Laura Tonatto,che fa questo mestiere da 25 anni- . Al­la base ci sono richieste molto par­ticolari. C’è chi mi chiede di ripro­durre un odore le­gato intimamen­te alla sua storia e alla sua persona­lità. Un mercante d’arte romano mi ha ordinato un profumo che ri­chiamasse quello del quadro del Seicento che domina casa sua. Op­pure c’è chi vuole tradurre in fra­granza un’idea, una filosofia, co­me il ricco industriale turco che ha chiesto un profumo che carat­terizzi la sua azienda al pari di un marchio». Laura Tonatto sta per inaugurare a Roma una galleria con tutte le sue creazioni. Non ci sarà però la più celebre di tutte: la profumazione creata per la regina Elisabetta. «La formula è segreta e nessuno può sentirla se non avvi­cinandosi alla sovrana. Posso so­lo rivelare che contiene molte no­te floreali e una nota ambrata, per altro caratteristica di tutte le don­ne di potere della storia. Ricordo ancora quando mi chiamò il suo staff per commissionarmi il lavo­ro, credevo fosse uno scherzo. Poi ho cominciato ad andare a Buckingham Palace con regolari­tà e alla fine la regina mi ha voluto ringraziare di persona». Pitti Im­magine organizza ormai da nove anni «Fragranze» (fino a oggi alla Stazione Leopolda di Firenze), che riunisce 194 marchi interna­zionali. «Alla profumeria classica - spiega Raffaello Napoleone, am­ministratore delegato di Pitti Im­magine- si affianca ormai da qual­c­he anno anche da noi una più se­lettiva, artigianale. Si tratta di es­senze con una forte identità, per chi non vuole omologarsi, neppu­re nel profumo. «Fragranze» è de­d­icato alla haute couture della pro­fumeria, un tipo di prodotti che non si trovano nei canali commer­ciali ma verso i quali c’è sempre più richiesta». Il giro d’affari del settore beauty in Italia nel 2010 è stato di 9 miliardi di euro, di que­sti, 140 milioni sono relativi alla profumeria artistica. E quest’ulti­ma fetta è in continua crescita. Va da sé che non è la quantità che conta. Il segreto delle fragran­ze di nicchia sono la lavorazione tradizionale, antica di secoli, e la ricercatezza nella scelta delle ma­terie prime naturali. Le profuma­zioni di tendenza non possono prescindere da ingredienti un tempo considerati«stranieri»e og­gi simbolo di multiculturalità: cu­mino, zafferano, zenzero. Il gink­go, un legno giapponese da cui si estrae una resina «più preziosa del platino», assicura un addetto ai lavori. E la rosa di Taif, «coltiva­ta solo per il re d’Arabia - sottoli­nea Laura Tonatto - , ne vengono prodotti appena 16 chili l’anno e a me ne viene riservato un chilo».Al­cuni ingredienti arrivano a valere 100 mila euro al chilo, naturale che il risultato sia un profumo per pochi. «Non si tratta però di lusso fine a se stesso - conclude il cele­bre “ naso”italiano- ,ma di ricerca della qualità. Lo si vede anche nel­le confezioni: pochi anni fa si cer­cavano bottiglie d’oro tempestate di diamanti, oggi il packaging è ri­dotto al minimo perché nemico dell’ambiente». Aggiunge Silvio Levi: «Lo scopo di un profumo arti­gianale non è diventare un best seller al pari di uno griffato da un famoso stilista, ma di raccontare una persona. E anche se io stesso distribuisco prodotti che valgono fino a 700 euro per 50 ml, la mag­gior parte delle fragranze artisti­che ha prezzi tutto sommato ac­cessibili ». Come per un abito di al­ta moda, il costo è un dettaglio, i piccoli capolavori in boccetta più che un capriccio sono una «fir­ma ». Cristina Bassi *** Ci sono pure l’essenza al sangue e l’aroma di Facebook Profumo al sangue, essenza di Face­book, fragranza al colostro: tra gli amanti della profumeria artistica c’è anche chi pre­ferisce le stravaganze. E alla nona edizione di «Fragranze», manifestazione organizza­ta da Pitti Immagine a Firenze (oggi è l’ulti­mo giorno), anche i gusti più strani hanno trovato la propria boccetta. La ricercatezza dei «nasi» più celebri del mondo ha prodot­to una profumata casa-giardino, creata da un gruppo di giovani architetti olandesi (Atelier Gras). Tetto e pareti sono rivestiti di fiori colorati, erbe officinali e piante aroma­tiche. Sono invece centinaia le candele pro­fumate che Francis Kurkdjian, guest star della mostra, ha utilizzato per illuminare l’Istituto degli Innocenti di Firenze. Per gli amanti del macabro c’è invece Blood Con­cept, una linea di quattro fragranze caratte­rizzate dalla stessa nota latente: il metallico sentore del sangue. Naturalmente le quat­tro boccette si chiamano A, B, AB e O, come i gruppi sanguigni. Poi c’è la tendenza Ita­lia, con tante proposte in onore del 150esi­mo dell’Unità. I vini italiani sono i protago­nisti di «Ut Olet Vinum!», una linea di profu­matori per ambienti con fragranze ispirate a Lambrusco, Barolo e Chianti. Per gli ap­passionati di tecnologia nasce il profumo 2.0, quello creato su Facebook. Nato sul so­cial network come un gruppo chiamato «Il blog del profumo che non esiste (ancora)!», si è poi trasformato in vero marchio. Si trat­ta di Olfactive Studio, la prima collezione di profumi creata attraverso Internet. Infine arriva Immupure, una crema ispirata a Cle­opatra. L’ingrediente segreto è il colostro,il primo nutrimento che un mammifero rice­ve dopo la nascita. Il colostro è disponibile solo nelle 48 ore successive alla nascita del cucciolo: quello utilizzato da Immupure viene estratto da mucche controllate dopo che hanno allattato il vitellino.