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 2011  settembre 13 Martedì calendario

“ALEMANNO E POLVERINI? MIRACOLATI, SENZA B. NON ESISTEREBBERO”

Quando il berlusconismo finirà, perché un giorno finirà, c’è da giurare che Daniela Santanchè, sottosegretaria al Programma di governo, sarà in prima fila tra i fedelissimi che non fuggiranno dal bunker del Cavaliere.
Fedele nei secoli.
Io sarò l’ultima tra gli ultimi, questo è certo. Mi ascolti, però, sarà Berlusconi che farà scappare gli altri per la vergogna.
Intanto è lui a fuggire in Europa per non parlare coi pm di Napoli di Lavitola e Tarantini.
Il presidente non scappa. Anche un cretino capirebbe che in queste ore bisogna stare con la testa alla crisi economica. Abbiamo appena approvato la manovra in un ramo del Parlamento.
Non ha paura di Woodcock?
Il presidente ha avuto 24 processi, 2400 udienze e speso 300 milioni di euro per consulenze e avvocati. Figuriamoci se scappa per Woodcock, non scherziamo. E poi in questo caso non ha nulla da nascondere, non è mica indagato.
Aiutare i bisognosi, come Tarantini: una carità da 500 mila euro.
Guardi le aziende di Berlusconi pagano 500 mila euro di tasse al giorno. In proporzione è come se io, che dichiaro meno di 300 mila euro all’anno, le prestassi mille euro.
Dicono che sia arrabbiato, sfiduciato, stanco. Lei lo ha sentito?
Certo, faccio parte del governo. E le assicuro che il presidente ha una forza che altri non hanno: la forza della verità.
Lei è granitica nelle sue certezze. Però tira un’aria strana, per non dire apocalittica, soprattutto nel Pdl.
Non mi risulta, partecipo a tutte le riunioni di partito e non ho mai sentito una critica o qualcuno parlare contro il presidente. Glielo giuro.
Il partito del malcontento ha dei nomi: Alemanno, Polverini, Martino, Formigoni, Pisanu, il leghista Tosi. Si va dalla richiesta di un passo indietro a un’onorevole exit strategy suggerita dagli amici più cari, Confalonieri e Letta.
A me Confalonieri non l’ha detto. Non ci credo. Ma la guerra non si fa sui giornali, si fa in faccia come ho fatto io con Fini. E le ripeto, nessuno fa critiche nelle riunioni.
Manca il coraggio di dirglielo in faccia.
Ah ah ah. A tutti i miracolati del berlusconismo, e non faccio nomi, rivolgo un appello: senza Berlusconi loro non ci sarebbero e soprattutto non ci saranno.
Pensiero semplice ma efficace.
Mi scusi, qui tutti fanno scenari e grandi strategie, ma il problema è terra terra: i voti chi ce l’ha? Quanti voti portano questi miracolati del berlusconismo che fanno scenari?
Domanda pleonastica.
Appunto. In queste ore il problema non è la successione o il passo indietro di Berlusconi, ma stare uniti e tirare fuori l’Italia dalla crisi. Non è il momento delle spallate. Ragionare su queste cose, anche dentro al Pdl, è da cretini e fa male al Paese non a Berlusconi. Abbiamo di fronte una manovra decisiva per il nostro futuro.
Il tema del salvacondotto per Berlusconi però sembra decollare.
L’ha introdotto Buttiglione, ho letto. Però che brutto termine: salvacondotto si usa per i criminali e i terroristi.
Questione di punti di vista sul Cavaliere.
Faccio un’obiezione. Per fare un salvacondotto ci vorrebbe una legge ad personam. Per giunta proposta da quelli che le hanno sempre criticate. Curioso, no? Ho letto che un ex ministro del Pd, Gentiloni, ha detto: “Se Berlusconi si fa da parte viene meno l’accanimento giudiziario”. Allora la sinistra ammette l’accanimento. Ma il presidente non scapperà. Politicamente è più giovane di D’Alema, Fini, Casini e tanti altri.
Il Cavaliere ha 17 anni, politicamente parlando. Ancora minorenne.
E governerà fino all’ultimo giorno, fino all’ultima ora di questa legislatura. Se domani al posto di Berlusconi avremmo un altro cosa cambierebbe in questa crisi? Sarebbe solo peggio, ne sono certa.