Daniela Mastromattei, Libero 13/9/2011, 13 settembre 2011
TROPPO CALDO A BORDO IL CANE MUORE «SI POTEVA SALVARE»
Il Carlino, quel simpatico cagnolino che quando respira emette un rantolo simile a chi soffre d’asma, non ha affatto, come molti pensano e dicono, problemi respiratori. È un cane sano, con il muso nero e la faccia piena di rughe, quelle sì le ha anche da cucciolo. Dal carattere calmo e sensibile. Così era Roy, tre anni, e una compagna di vita, Piper, sei anni, a cui era legatissimo. I due facevano tutto insieme. Insieme il 26 agosto si erano imbarcati sul volo Alitalia da Palermo a Roma per accompagnare Alessandra, la loro padrona, nella nuova casa a Roma. Ma solo Piper è riuscita ad arrivare nella Capitale. Roy, invece, è morto sull’ae - reo, vittima forse di un colpo di calore, soffocato a causa dell’alta temperatura e di un impianto di condizionamento che, denuncia la proprietaria, non funzionava correttamente o comunque era insufficiente tanto da mettere in situazione di disagio anche gli altri passeggeri, già infastiditi da un ritardo della partenza. Ma forse soprattutto - secondo Alessandra - per colpa delle rigide regole degli assistenti di volo che non le hanno permesso di fare nulla per salvarlo. Ma agli animali in aereo non vanno applicate le regole, per loro ci vogliono particolari attenzioni che sicuramente sul volo Az 1782 non ci sono state. A partire dalle operazioni di imbarco andate per le lunghe, dove già gli animali avevano subito qualche stress di troppo. Una volta sull’aereo però persino i passeggeri hanno trovato insopportabile il caldo a bordo. E in volo la situazione non è migliorata. Insomma il condizionatore d’aria che in cielo normalmente va che è una meraviglia raggiungendo temperature polari (tant’è che spesso molti chiedono un plaid), sul volo Alitalia con a bordo i due cagnolini non funzionava. Un problema che poteva essere risolto prima di partire. Piper è nella fila 10 con Alessandra e Roy in coda con un’amica della sua padroncina. Le due donne preoccupate chiedono di poter far uscire i cani dal trasportino, per farli respirare. Ma gli assistenti di volo sono irremovibili: devono restare sotto il sedile per l’intera durata del volo. Alessandra insiste. Alla fine non resiste: prende Piper in braccio e lo porta in bagno per farlo bere e bagnarlo un po’. Per l’animale è la vita. Ma da quella toillette «non mi hanno fatto uscire fino al momento dell’atterraggio», dirà poi Alessandra. E lei non può fare nulla per Roy. Quando alla fine qualcuno dirà: aprite quella gabbia. È troppo tardi. Il cagnolino non si muove più. Morto «per un colpo di calore», confermerà l’autopsia. Denunce, ammissioni di colpa, più o meno volontaria, richieste di risarcimento serviranno a poco. La stupidità umana non si ferma con una condanna.