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 2011  settembre 12 Lunedì calendario

MILANO

Bisogna non solo chiedere il preventivo della lavanderia, ma si deve anche leggerlo bene prima che il lavoro sia portato a termine soprattutto se si va in un negozio di pregio. Altrimenti non ci si potrà lamentare del conto. Lo ha appreso a proprie spese chi dovrà pagare ben 614 euro per il lavaggio e stiraggio di 10 camicie, 7 t-shirt e due paia di jeans in una storica tintoria di Milano, la Alberti in piazza Castello 2. È quanto si evince da un sentenza del Giudice di Pace che ha dato ragione al titolare dell’esercizio commerciale, Giorgio Sanpellegrini. La storia, che rimanda al luglio del 2009, ebbe un certo clamore sulla stampa e in tv.

IL «GIUSTO PREZZO» - Il cliente, un italiano, era venuto a Milano da Miami ospite di un amico in via Borgonuovo, strada prestigiosa del centro. Chiese al custode di contattare la solita tintoria, che però era chiusa, e a quel punto gli fu richiesto di trovarne un’altra. La scelta cadde sulla tintoria Alberti che fece un preventivo ricevendo l’assenso del custode, ma non del proprietario dei capi di abbigliamento che una volta resosi conto dei prezzi telefonò al negozio per chiedere di bloccare il lavaggio. Ma ormai il lavoro era stato portato a termine, peraltro nei tempi da lui stesso richiesti. Ne è nato un contenzioso: la lavanderia ha tenuto i vestiti perchè il cliente voleva pagare al massimo 200 euro e lui si è rivolto al Giudice di Pace chiedendo di determinare il giusto prezzo (secondo lui le tariffe erano superiori di 10 volte al normale) e pagargli i danni consistenti nell’aver dovuto acquistare nuovi vestiti. Il Giudice di Pace ha però respinto la richiesta e lo ha condannato a pagare i 614 euro, e compensando fra le parti le spese legali, rilevando che è stato accertato che il preventivo non era stato richiesto ma era comunque stato correttamente consegnato al portinaio dello stabile quindi non rilevando alcuna malafede contrattuale da parte del commerciante (fonte: Ansa).