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 2011  settembre 12 Lunedì calendario

Previati Marco

• 1979 (~) Operaio. Il 31 dicembre 2010 fu arrestato perché «fortissimamente sospettato» di essere coinvolto nell’esplosione di alcuni ordigni nella sede della Lega Nord di Gemonio, il 3 gennaio 2011 fu rilasciato (arresto «totalmente illegittimo», reati punibili al massimo con una contravvenzione) • «[...] Otto pagine di ordinanza del gip Giuseppe Battarino fanno a pezzi le accuse mosse a carico di Previati con espressioni che a tratti sfiorano il sarcasmo. L’esplosivo trovato a casa del ragazzo? Cinquanta grammi di una sostanza che non avrebbe mai potuto esplodere. Gli inneschi elettrici? Innocenti congegni comuni in una casa dove padre e figlio lavorano nel campo dell’elettronica. Le sostanze sospette in grado di aumentare il potenziale esplosivo della polvere nera? Bottigliette contenenti residui di tè e succo d’ananas. [...] “Avevano bisogno di qualcuno da crocifiggere e hanno trovato mio figlio” traduce [...] Renzo Previati, papà di Marco. Il giovane era stato fermato perché “senza licenza fabbricava esplosivi ad alta potenzialità offensiva utilizzando sostanze chimiche sequestrate presso la sua abitazione”. Ma, esaminati gli elementi presentati dagli inquirenti, il giudice Battarino va subito al sodo: “Siamo largamente al di qua di ogni ipotizzabile soglia di rilevanza penale in difetto della quale migliaia di cittadini... potrebbero essere arrestati”. Ma come, non si era detto che Marco apparteneva all’area “anarco-insurrezionalista” ed era un frequentatore di centri sociali? “Al Previati non viene attribuita alcuna specificità — recita l’ordinanza — se non appunto nell’essenziale, l’essere ‘di sinistra’. Ma egli ha riferito di essere impegnato in un gruppo musicale metal il cui pubblico affetta atteggiamenti anarchici o dichiara generiche simpatie di sinistra”. Insomma, la passione per la musica, i capelli lunghi sono costati a Marco il blitz della polizia, sulla scorta di una “mediocre delazione dettata da piaggeria e forse non sufficientemente filtrata”. Come dire che le indagini si sarebbero fidate di una voce di paese non verificata. La parte dell’ordinanza più severa è quella in cui si prende in esame il materiale sequestrato a Previati. Gli artificieri di Malpensa lo avevano esaminato già alle 9 del mattino del 31 dicembre ed erano giunti a queste conclusioni: “Nessuna sostanza trovata ha natura esplodente... i dispositivi elettronici non sembrano atti ad attivare cariche esplosive ma sono due piccoli giochi confezionati anni addietro”. Nonostante ciò, sulla base di queste “malfermissime basi” due ore più tardi in questura a Varese Marco Previati viene posto in stato di fermo e portato in carcere. Capitolo chiuso, dunque? Non del tutto. “Nulla esclude che Previati possa essere coinvolto nell’attentato— conclude il giudice Battarino — ma questo semplice sospetto non legittimava l’arresto” [...]» (Claudio Del Frate, “Corriere della Sera” 4/1/2011) • Vedi anche: C. Del., “Corriere della Sera” 4/1/2011; Claudio Del Frate, “Corriere della Sera” 5/1/2011; Pierluigi Battista, “Corriere della Sera” 5/1/2011.