Varie, 12 settembre 2011
Tags : Gianni Pennacchi
Pennacchi Gianni
• Latina 11 dicembre 1945, Roma 14 dicembre 2009. Giornalista • «[...] Giornalista parlamentare, aveva cominciato la sua carriera nella rivista Fiera letteraria. Negli Anni 70 era stato una colonna di Stampa sera e successivamente inviato de La Stampa. Negli Anni 90 è stato chiamato a L’Indipendente, e poi a Il Giornale, dopo le dimissioni di Montanelli. Assiduo frequentatore del Transatlantico di Montecitorio, insieme a Bobo Craxi ha scritto la storia degli ultimi anni di Bettino Craxi [...] era salito alla ribalta [...] anche per il film “Mio fratello è figlio unico”, tratto da un romanzo del fratello Antonio, nel quale si narrano le vicende familiari dei due, intrecciate con la militanza politica» (“Corriere della Sera” 15/12/2009) • «[...] giornalista politico fuori dai cliché, scanzonato e anticonformista come pochi altri [...] per la sua schiettezza [...] era personaggio unico nel vanitoso mondo politico-giornalistico romano [...] primo di tre fratelli, l’economista Laura e lo scrittore Antonio [...] Riccardo Scamarcio aveva interpretato il giovane Gianni, che successivamente aveva commentato: “Simpatico mio fratello, mi ha fatto morire ammazzato!”. Dal 1979 a “Stampa sera”, poi a “La Stampa”, nel 1991 Pennacchi si trasferisce all’“Indipendente”, nella versione british di Ricky Levi e infine al “Giornale”: esperienze di segno molto diverso, ma nelle quali Pennacchi non aveva smarrito l’originario spirito libertario della militanza nella Federazione giovanile socialista. Nei politici detestava l’ipocrisia ed apprezzava invece il fattore umano (di qui l’affetto per Clemente Mastella) e anche la schiettezza energica in personaggi come Pannella, Berlusconi, Parisi. O come Bettino Craxi, del quale raccontò gli ultimi anni di vita in un libro scritto con il figlio Bobo. O come Massimo D’Alema, al quale fece uno scherzo delizioso. Era l’agosto del 2004, D’Alema era stato appena eletto nell’Europarlamento dove, senza tanta pubblicità, aveva deciso di far parte della Commissione Agricoltura e pesca. L’ex premier era atteso alla festa dell’Uduer di Telese e Pennacchi si inventò un fantomatico provvedimento sulla salvaguardia dei pesci di determinate dimensioni e, davanti ad una selva di telecamere, chiese all’ex premier: “Lei che fa parte della Commissione Pesca, cosa ne pensa del provvedimento....”. D’Alema restà interdetto per qualche attimo, capì e rispose: “Pennacchi, non cresci mai...”. Era infatti un eterno ragazzo Gianni Pennacchi, sempre pieno di attenzioni per la moglie Anna e per la figlia Barbara. Alla fine, in un commovente contrappasso, gli è stato fatale uno slancio da giovane papà: sulla scala da cui è caduto, era salito per preparare il Natale della piccola Larissa, una bambina russa adottata, di cui era innamorato» (“La Stampa” 15/12/2009).