Varie, 12 settembre 2011
Tags : Jürgen Stark
Stark Jurgen
• Gau-Odernheim (Germania) 31 maggio 1948. Economista. Dal 2006 membro del board Bce, contrario al salvataggio dei Paesi in crisi (Piigs), il 9 settembre 2011 si dimise facendo crollare l’euro e le Borse di mezza Europa • «[...] Ha invocato ragioni personali, ma nessuno gli crede: fin dall’inizio, dicono fonti Bce alla Frankfurter Allgemeine online, aveva dichiarato guerra alla scelta della Cancelleria e dell’Eliseo di spingere la Bce a salvare i Paesi in crisi acquistando i loro titoli. L’annuncio, che con spirito istituzionale zero Stark ha dato a mercati ancora aperti, ha scatenato la tempesta: le Borse sono crollate con Milano maglia nera; l’euro è precipitato sul dollaro sotto quota 1,37; lo spread tra Bpt e Bund è schizzato a 355 dopo punte sui 370. [...] Da mesi e mesi - insieme all’allora presidente Bundesbank Axel Weber (il rivale di Mario Draghi, poi dimessosi e uscito dalla corsa al dopo-Trichet) - Stark si era opposto all’acquisto di titoli sovrani di Paesi in difficoltà. Poi ad agosto, dopo il vertice Merkel-Sarkozy, la svolta: accogliendo il pressing dei due leader politici, la Eurotower ha comprato bond italiani e spagnoli in massa per aiutare Roma e Madrid. In quattro, al vertice Bce, avevano votato contro “questi 130 miliardi buttati al vento”: Stark, il presidente Bundesbank Jens Weidmann, e altri due governatori del nord, sembra l’olandese e il finnico. A Stark il voto contrario non è bastato: il dogma dell’indipendenza dell’istituto per lui passa sopra a ogni emergenza comune dell’Europa, pur sapendo benissimo che sbattendo la porta avrebbe gettato l’Europa nel caos. [...]» (Andrea Tarquini, “la Repubblica” 10/9/2011).