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 2011  settembre 12 Lunedì calendario

Elèna Para, 35 anni. Di origine moldava, vedova, una figlia di 14 anni, qualche tempo fa s’era sposata in seconde nozze col camionista di Mestre Franco Manzato, 48 anni, che nel 2000 era finito in galera perché in un raptus di gelosia aver tentato d’ammazzare la moglie a forbiciate, nel 2004 era stato denunciato per violazione dell’obbligo di dimora a Padova, nel 2007 per danneggiamenti a Venezia, ed era noto alla polizia anche per truffa ed estorsione

Elèna Para, 35 anni. Di origine moldava, vedova, una figlia di 14 anni, qualche tempo fa s’era sposata in seconde nozze col camionista di Mestre Franco Manzato, 48 anni, che nel 2000 era finito in galera perché in un raptus di gelosia aver tentato d’ammazzare la moglie a forbiciate, nel 2004 era stato denunciato per violazione dell’obbligo di dimora a Padova, nel 2007 per danneggiamenti a Venezia, ed era noto alla polizia anche per truffa ed estorsione. Costui, che di recente aveva scoperto che la Para, a cui aveva intestato ogni bene, lo cornificava con un gioielliere, lì per lì aveva mandato giù il tradimento chiedendo alla donna di interrompere la relazione. Ma venerdì notte, dopo aver tirato entrambi parecchia cocaina, i due presero a litigare, la donna colpì il Manzato con una cinghia e allora lui, afferrato un coltello, le infilò la lama nel petto e nella pancia e poi le segò la gola fin quasi a decapitarla. Quindi mandò giù grappa e vodka e si mise al volante della sua auto intenzionato a raggiungere Trieste per buttarsi dalla scogliera. Trovato dalla polizia che vagava a piedi, tutto confuso, lungo l’autostrada A4 nei pressi di Portogruaro, agli agenti spiegò: «Ho ucciso mia moglie. Voleva scappare, mi derideva e tramava alle mie spalle. Non volevo perdere tutto un’altra volta». Pomeriggio di sabato 10 settembre in una casa a Santa Maria di Sala (Venezia).