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 2011  settembre 11 Domenica calendario

«Stella è ancora vicina a Valter», «Stella non l’abbandona», «Stella l’aspetta perché è convinta che presto tutto si chiarirà»

«Stella è ancora vicina a Valter», «Stella non l’abbandona», «Stella l’aspetta perché è convinta che presto tutto si chiarirà». Gli amici della coppia questo adesso raccontano, ma c’è poco da meravigliarsi perché Stella, «ragazza discreta, gentile, silenziosa», sempre così ha fatto da quando stanno insieme. Valter Lavitola e Stella Buccioli sono marito e moglie, stanno insieme da vent’anni e lui «dopo ogni scorribanda è tornato sempre da lei». Il suo porto sicuro. Panama, Argentina, Brasile, Bulgaria: adesso, però, dopo già più di dieci giorni di latitanza, c’è chi comincia quasi a dubitare. Tornerà davvero stavolta Valterino? Oggi Stella, 42 anni, è angosciata, per la prima volta forse non sa rispondere. O non vuole. La famiglia intorno compatta le fa scudo. E butta giù il telefono. I capelli scuri (ora portati a caschetto) e gli occhi azzurri di lei, figlia del custode del cimitero di Cesano di Roma, fecero subito colpo sul figlio viziato del professor Giuseppe, luminare di psichiatria a Napoli. Così cominciò la storia. Si conobbero a Roma, all’inizio degli anni 90, s’incrociarono nella segreteria di un parlamentare, Lavitola si dava già da fare coi socialisti, era diventato amico di Craxi, Cicchitto, De Gregorio, l’intraprendenza non gli ha mai fatto difetto, «al gioco del burrone — racconta il senatore Sergio De Gregorio, uno dei pochi amici rimastigli — è sempre lui a lanciarsi per primo...». Investimenti sbagliati a Montecarlo avevano portato suo padre quasi sul lastrico. Valter, perciò, lasciò a 20 anni la bella casa di Napoli in piazza Vittoria e venne a Roma a cercar fortuna. Fulminato da quel paio di occhi azzurri, si trasferì armi e bagagli nella casa dei genitori di lei e fu quasi adottato dal signor Domenico Buccioli, il custode del cimitero di Cesano, oggi in pensione, anche lui come Valterino appassionato cacciatore, tanto da seminare di richiami per gli uccelli perfino il giardino della sua villa de «Le Rughe», in via della Femminamorta (sic!), non lontano dalla Cassia-bis che va a Viterbo. Anche i Buccioli, comunque, come Lavitola, devono avere un discreto senso degli affari. Un esempio? La sorella di Stella, che si chiama Isabella, ha un’impresa di pompe funebri in via della Stazione di Cesano, non lontano dal camposanto dove lavorava suo padre. La materia prima, insomma, non le manca. «A quel tempo lo trattavano come un principe, sebbene avesse le pezze al sedere — racconta De Gregorio —. Perciò Valter negli anni si è affezionato moltissimo a quella famiglia e pur essendo un rimorchione, uno cioè a cui è sempre piaciuto abbordare le femmine per strada, di sicuro non lascerà mai sua moglie. Se non altro per un senso di riconoscenza, di eterna gratitudine». Sempreché non sia Stella stavolta a presentargli il conto. Dopo il matrimonio — tra gl’invitati si ricorda l’onorevole Ciccio Colucci, ex socialista, questore della Camera — è nato Giuseppe, che oggi ha 7 anni e frequenta la stessa scuola privata delle figlie di Tarantini, «Villa Flaminia». Ecco come si sono incontrati — ha detto Valter — ecco poi come ha conosciuto anche Nicla, la moglie di Gianpi, con cui ha avuto una relazione («Lei veniva a trovarmi, le cucinavo coniglio e verdura...»). Lady Lavitola così ha scoperto il tradimento dai giornali. Lei che pure conosce il mondo, fa questo lavoro, è giornalista professionista dal 2006, cronista dell’Avanti! rilevato 10 anni prima proprio da suo marito, il direttore-editore-faccendiere, ora radiato dall’Ordine. «Bella e gentile com’è, è sempre stata bravissima a gestire le situazioni, a smussare gli angoli — conclude malinconico l’amico senatore —. Valter infatti è esuberante, fumantino, un cavallo pazzo, sarà la data di nascita, 6-6-66, piuttosto inquietante, e insomma ci mette poco a litigare, due o tre volte è successo in pubblico e lei era imbarazzatissima. Però gli ha sempre perdonato tutto, anche quando in Brasile lui combinava amicizie e affari, facendo i salti mortali per non farsi scoprire. Ma poi tornava dall’estero ed era sempre dolcissimo con lei, protettivo, sembrava quasi sdoppiato, Stella era il suo mondo a parte. Il massimo della vita, però, era portarla al cinema con Cicchitto e la moglie». Sai che divertimento... Fabrizio Caccia