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 2011  settembre 10 Sabato calendario

E nel 2011 a Maratona vincono ancora i greci - Opliti Per la rievocazione della battaglia di Maratona è stato ricostruito l’equipaggiamento dei fanti dell’antica Grecia

E nel 2011 a Maratona vincono ancora i greci - Opliti Per la rievocazione della battaglia di Maratona è stato ricostruito l’equipaggiamento dei fanti dell’antica Grecia. Costo: tra i 5 e i 10 mila euro a completo Battaglia di Tolentino Ogni anno, all’inizio di maggio, viene rievocata la battaglia del 2 e 3 maggio 1815, che segnò la caduta di Murat e il ritorno dei Borbone sul trono di Napoli Battaglia di Waterloo La più celebre disfatta di Napoleone, poi costretto all’esilio a Sant’Elena. Combattuta il 18 giugno 1815, viene messa in scena ogni anno sul campo di battaglia originale, in Belgio Guerra civile americana Sono molte le battaglie della guerra di secessione (1861-65) che vengono rivissute in varie località degli Stati Uniti. Ma esistono gruppi di rievocazione anche in Germania e Italia Facile che l’apparizione di Fidippide sia accolta da un brusio. Gli storici dubitano che l’oplita ateniese sia esistito e che nel 490 a.C. abbia davvero corso da Maratona al Partenone per dare il glorioso annuncio della sconfitta persiana. «Nenikékamen» avrebbe detto, a sentire Erodoto: «Abbiamo vinto». Pare sia uno dei tanti miti che avvolgono la prima grande vittoria dei greci sul potente nemico asiatico, come quello secondo cui il rapporto di forza era di tre a uno. Poco importa. Il primo maratoneta farà la sua parte oggi sulla spiaggia di Schinias dove i greci incontreranno ancora i fanti di Dario. E, salvo colpi di scena molto improbabili, li batteranno come 2500 anni fa. È una moda che si diffonde quella delle rievocazioni delle battaglie epocali, ma così indietro non si era mai andati. Da anni si ricombatte ad Alamo e fanno spettacolo le repliche di Waterloo e quelle di Tolentino. Gli inglesi sono specializzati nel rivivere i sanguinosi scontri fra romani e tribù locali lungo il Vallo di Adriano. I greci cominciano ora sulla spiaggia del grande turismo, che chiude la valle del massacro. L’idea è di Christian Cameron, 49enne scrittore canadese che ama viaggiare nel tempo e ha un debole per i miti ellenici. Promette che nel fine settimana arriverà qualche centinaio di guerrieri da ogni angolo del pianeta, gente che lavora da anni al progetto. Il suo sito trabocca di discussioni su come e dove trovare le punte arrotondate per frecce e lance, necessarie per ovvie ragioni di sicurezza. Non è stato facile riprodurre gli elmi corinzi, i corsaletti leggeri, o l’oplon, lo scudo che la tradizione vuole fatto di legno e rivestito di bronzo. Equipaggiamenti fedeli alla Storia. Costo: 5-10 mila euro a completo. C’è curiosità sulla lunga spiaggia di Schinias, ormai liberata dalla folla dell’alta stagione. Si attende un pubblico folto anche se gli organizzatori lamentano la disattenzione delle autorità greche, poco interessate agli archi che tornano a tendersi. C’è la crisi, ammettono, ma è un antidoto anche questo, se non altro per il morale. È stato progettato per celebrare i tempi in cui Atene era stella dell’Occidente, della cultura, del progresso. Si ripropone la vittoria di uomini liberi ai danni di un tiranno, il primato di un esercito ordinato contro l’orda venuta da oltremare. Il paragone può arrivare sino al confronto fra nazioni democratiche e speculazione frenetica. Per dire che Atene in recessione avrebbe bisogno di un’altra Maratona. All’inizio del V secolo prima di Cristo le armate di Dario scesero in guerra con Atene e Eretria, che dieci anni prima erano corse in aiuto della Lega Ionica, le isole e le città ad Ovest dell’Anatolia che rifiutavo il giogo persiano. Ci furono battaglie senza quartiere sino alla campagna del 490, in cui Eretria fu rasa al suolo e il nemico asiatico sbarcò a Maratona intenzionato a farsi largo con la forza sino al cuore dell’Attica. L’arconte Temistocle, futuro vincitore a Salamina, inviò Milziade a dargli il benvenuto. Era il 12 settembre (agosto?). Il generale aveva con sé 10 mila uomini, quasi tutti ateniesi, con un migliaio di plateesi a fargli da spalla. Accampato sulla spiaggia, il nemico preparava l’offensiva. 20mila? 30mila? Le cifre variano. Ultimamente gli studiosi sono portati a pensare che le forze non fossero poi troppo dissimili. Lo scontro fu terribile. I greci avevano disposto le truppe migliori sulle ali, andarono ad un corpo a corpo centrale e poi finsero una ritirata per intrappolare il nemico e accerchiarlo. Panico persiano. Ritirata verso le navi. Inseguimento e carneficina. 192 morti fra i vincitori, dice Erodoto; quasi settemila fra i vinti. Pochi gli uni, esagerati gli altri. Informazioni da prendere con le molle come la corsa di Fidippide, che compì i canonici 42 chilometri con la buona novella e schiattò di stanchezza. La storia non ricorda che il giorno prima il messaggero era andato a chiedere aiuto a Sparta, il che fa altri 200 chilometri nel caldo dell’estate. Oggi ripeterà la corsa. A piedi nudi. Per morire nuovamente nelle mani dell’arconte, in un’Atene assediata, nel XXI secolo come 2500 anni fa. Stavolta fra gli applausi.