FRANCESCA PACI, La Stampa 10/9/2011, 10 settembre 2011
L’odissea dei bambini “rapiti” - C’ è Marzia Tolomeo che da tre mesi non ha notizie della sua Martina, strappatale dall’ex compagno tunisino
L’odissea dei bambini “rapiti” - C’ è Marzia Tolomeo che da tre mesi non ha notizie della sua Martina, strappatale dall’ex compagno tunisino. C’è la piccola Shadia Pasini che da Milano Adriatico, dove viveva con mamma Katia, è stata portata dal padre egiziano nel profondo Magreb ancora visceralmente lontano dai sogni di piazza Tahrir. Ci sono una ventina di madri italiane appese al diritto islamico perché meno fortunate di Iris Moneta, la barista bergamasca riuscita nel 2002 a riprendersi la figlia Iman rapita dal marito siriano all’indomani del divorzio. Ma i genitori stranieri che chiudono un amore senza frontiere trafugando la prole all’estero non sono solo musulmani. Secondo la Farnesina e il ministero della giustizia il 70% degli attuali 289 casi di sottrazione internazionale di minore riguardano paesi occidentali: Europa, Stati Uniti e America Latina. «Per capire un fenomeno cresciuto col numero delle coppie miste bisogna distinguere tre aree geografiche» spiega il magistrato Giuseppe Magno, ex consigliere di Cassazione. Ogni spicchio del pianeta ha un codice: «L’Ue ha una versione ampliata della convezione dell’Aja nota come Bruxelles 2bis: la prima volta europea di una procedura civile condivisa da tutti i membri tranne la Danimarca. Ci sono poi le 84 nazioni firmatarie della convenzione dell’Aja dell’80, un testo non sempre applicato in modo corretto ma comunque una base comune. Infine c’è il resto del mondo, dove non vige Bruxelles 2bis né l’Aja e il diritto di famiglia è altro. Di quest’ultimo gruppo fanno parte molti paesi musulmani che applicano la sharia e privilegiano la figura del padre: con loro la giurisdizione internazionale ha poche speranze». La materia è nuova, sebbene ormai in Italia oltre un matrimonio su dieci sia misto. Non che tutti falliscano, ovviamente. Ma quando capita si rischia di giocare a Risiko a spese dei figli. «Pensiamo sempre all’incognita delle unioni con extracomunitari, ma pur avendo ratificato l’Aja e il regolamento europeo 2201 del 2003 i paesi civili riescono spesso a trovare escamotage garantisti per non applicare i capisaldi giuridici condivisi» osserva l’avvocato Claudia Grassi, titolare dell’omonimo studio legale di Bologna, uno dei pochi avamposti italiani specializzati in sottrazione internazionale di minori in cui il 90% dei clienti è un nostro connazionale ai ferri corti con l’ex partner occidentale. Il paradosso è che, per esempio, se con la Tunisia potrebbe forse bastare una telefonata della Farnesina il rimpatrio di un bimbo dalla Gran Bretagna all’Italia è di sicuro tutt’altro che scontato. A chi spetta il figlio conteso? Rebus da Salomone. La risposta della convezione di New York ‘89 sui diritti del fanciullo (firmata anche dai paesi musulmani) è a nessuno. Il bambino non è una proprietà. Ma - aggiorna la carta dell’Aja - deve stare nel luogo della sua residenza abituale. Vale a dire che se sottratto va riportato subito a casa, a prescindere dalle ragioni del genitore «rapitore» e dalla sua nazionalità.