Aldo Grasso, Corriere della Sera 8/9/2011, 8 settembre 2011
MEGLIO I COATTI USA DEL CAMPIELLO IN TV
Jersey Shore è un pugno allo stomaco al perbenismo televisivo. È volgare, non perché il format inciti alla volgarità, come spesso succede, ma perché i suoi protagonisti vivono nella volgarità, come situazione endemica, come clima «culturale». La grande novità è che la quarta stagione è stata girata interamente in Italia, tra Firenze, Riccione e la Sicilia, e quando è andata in onda la prima puntata in America più di otto milioni di spettatori sono stati incollati al video.
I nostri «guidos» e «guidettes», che provengono dal New Jersey, dal Bronx, da Long Island, da Brooklyn, da Staten Island non sanno assolutamente cosa sia l’Italia (che, in fondo, resta pur sempre la loro madre patria), eppure è straordinario assistere all’impatto che la bellezza di Firenze e l’unicità dell’Italia provocano sui nostri eroi, attenti solo alla cura dei muscoli e delle tette. Sarà pur liquida questa nostra società, ma quando Mike, Snooki, Jenni, Ronnie, Vinny, Deena, Sammy e Pauly D scoprono il David di Michelangelo in piazza della Signoria (una concorrente lo definisce «metrosexual») o l’uso del bidet, quando i loro abiti pacchiani e dozzinali si scontrano con i normali vestiti degli abitanti di Firenze lo shock è forte, fisico, caotico (Mtv Italia, canale 8 DTT, lunedì, ore 21).
Inutile fare del moralismo: i tamarri esistono e ci condizionano («la civiltà finisce quando i barbari se ne fuggono via», diceva Karl Kraus), i tamarri sono già al potere e non fingiamo di non accorgercene. I ragazzi del Jersey Shore non conoscono le buone maniere, si esprimono sopra le righe, parlano solo di sesso e, specie i maschi, sono sempre incerti tra i tatuaggi e i pestaggi. Ma sono vivi, sono veri: non hanno bisogno di conduttori, di esperti, di psicologi e sociologi.
Senza entrare nel merito dei libri, ma baratterei tutta la vita una breve sequenza del Jersey Shore con tutta la premiazione televisiva del Campiello, degna del più triste demi-monde letterario.