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 2011  settembre 09 Venerdì calendario

D’arredo o glamour: Parigi celebra la pelle “italienne” - Pelle di razza, di salmone, di squalo

D’arredo o glamour: Parigi celebra la pelle “italienne” - Pelle di razza, di salmone, di squalo. Le vie della pelle sono infinite e sempre più lastricate di glamour e design. Così Parigi celebra il primato italiano nel settore con una mostra organizzata da AnteprimaLineapelle: «La vie en cuir-Objets de design et de desir». E chissà se i francesi saranno contenti visto che il loro salone della pelle (Salon du cuir) aprirà a giorni. Concorrenza sfrenata per un settore che cresce nonostante la crisi economica e che ha registrato (dopo un biennio negativo) un’impennata nella produzione pari all’8,5 per cento in termini di volume. Alla Saints Pères, galleria d’arte nel cuore di Saint Germain, ecco oggetti d’arredo dal designer Fabio Verdelli, da una chaise longue che alterna strati di pelle dai colori diversi come una millefoglie a una lampada, o «Nuvola volante», per cui sono state usate sorgenti luminose a led di ultimissima generazione che scaldano molto poco (e non rischiano di bruciare la pelle). Una poltrona a forma di iceberg, ma anche un vaso gigante che sembra una scultura preistorica. O i quadri «dipinti» con pannelli di cuoio. La pelle trattata come fosse seta, lana, marmo, pizzo. Anche come plastica, forse per vendetta visto che la plastica da anni viene fatta passare per pelle. Con tagli, trattamenti, colori, rubati alla moda di stoffa. E così la mostra diventa l’occasione per anticipare le nuove tendenze fashion, che saranno presentate a Milano a metà settembre e a Bologna il 18 ottobre. Guardaroba e arredamento che marciano paralleli. La nuova frontiera del glamour: avere un divano in pendant con il tailleur. Stessa tavolozza di colori che spazia dai rossi, ai blu, ai mattone, al bianco ghiaccio, al verde wasabi. Ispirati allo street style i materiali più sportivi: muffe, ossidazioni, ruggine, superfici effetto lava o marmorizzato. Ma anche il jeans. Tra le pelli più sofisticate usate nell’arredamento e nella moda, per chi può, quella della razza. Ma anche del luccio, del salmone e della trota. E nella lista anche le zampe di gallina, di tacchino, di struzzo, usate per le decorazione e le rifiniture. Rane e rospi per lussosissima piccola pelletteria. Squalo per valigeria. E ancora anguilla e pescegatto. Un settore, quello della conceria, che conta in Italia 1330 aziende e oltre 18 mila addetti. E che vanta il primato dell’innovazione e della qualità. Non è certo un caso se tutte le borse iconiche dei grandi stilisti, anche francesi, vengano dall’Italia. Un successo, quello della pelle, che urta la sensibilità degli animalisti e spesso degli ecologisti. «Noi utilizziamo il sottoprodotto della macellazione», spiega Fulvia Bacchi di Unic, Unione nazionale delle industrie conciarie. «E fino a che si mangerà carne manterranno una forte valenza sociale». Quello degli animali, ma anche dell’ecologia, è un tema ricorrente dove si inserisce la battaglia in corso da anni contro l’ecopelle. «In realtà - spiega la Bacchi - l’ecopelle non ha niente di ecologico perché si tratta di un prodotto di sintesi del petrolio che inquina moltissimo. Mentre per gli addetti ai lavori ecopelle deve avere il significato di una pelle prodotta nel massimo rispetto dell’ambiente. Ed è quello che le nostre imprese si impegnano da anni a fare». Etica, lessico ed ecologia a parte, sta comunque tornando la voglia di pelle. Gli stilisti puntano su giacche, pantaloni, intarsi. Nell’arredamento cresce la posa di pavimenti in cuoio resistente ai tacchi, alle macchie e anche ai rumori. Sono state studiate addirittura delle mattonelle da bagno di pelle trattate per essere resistenti e impermeabili e anche gli interruttori della luce. Negli yacht di lusso i rivestimenti sono fatti anche di pitone colorato, come quelli voluti da RobertoCavalli.Enelle case dei multimiliardari le stanze vengono ricoperte di boiserie di pelle comehafattoAbramovich nella sua casa di Londra per rendere migliore l’acustica. Tornano di gran moda anche le sedie e le poltrone di design come quelle di Marcel Breuer, architetto e insegnante al Bauhaus, tra i primi a usare la pelle come struttura e non solo rivestimento. Insomma, siamo proprio «conciati» per le feste.