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 2011  settembre 09 Venerdì calendario

L’ultimo show di Di Caterina - Cosa ci facessero quei due ieri pomeriggio, nella sala commissioni di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, è ancora tutto da chiarire

L’ultimo show di Di Caterina - Cosa ci facessero quei due ieri pomeriggio, nella sala commissioni di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, è ancora tutto da chiarire. Ma la lettura delle malelingue suona più o meno così: «Mandavano un segnale alla giunta Pisapia». Quei due sono Piero Di Caterina e Antonio Rugari. Il primo, titolare dell’azienda di trasporti Caronte, è tra i principali accusatori di Filippo Penati. Il secondo, ex presidente del Consorzio trasporto pubblici del Nord Milanese, è «l’uomo dell’sms». Il giorno della vittoria elettorale del centrosinistra scrisse a Penati: «Considerato come è andata a Milano, credo si possa tentare di risolvere la questione di Piero», messaggio finito negli atti dell’inchiesta della procura di Monza. La «questione di Piero» non è una rivisitazione post moderna del brano di De Andrè, ma la faccenda del contenzioso tra Di Caterina e Atm, l’azienda di trasporti milanesi. «Mi devono quindici milioni» va ripetendo da mesi. Ieri pomeriggio i consiglieri milanesi erano intenti ad ascoltare proprio la relazione di Elio Catania, direttore generale di Atm e presidente uscente (dopo l’azzeramento del cda deciso da Pisapia), quando i due si sono materializzati. Come il gatto e la volpe, si sono imbucati nella sala commissioni. L’ingegnere, defilato, è rimasto ai lati della sala. L’imprenditore, spavaldo, si è subito messo in prima fila, vicino all’ex assessore ai Trasporti Riccardo De Corato e di fronte a Catania. «È lui o non è lui» si chiedevano sbigottiti i consiglieri. Divertiti quelli dell’opposizione, un po’ più inquietati quelli della maggioranza. Tanto che la capogruppo del Pd, Carmela Rozza, si è subito attivata per fare in modo che i due venissero cacciati. Gentilmente, tramite l’invito di un commesso: «La seduta non è aperta al pubblico, si accomodi». «Sono qui perché volevo seguire la commissione, con la speranza che sia il primo passo per far luce sulla vicenda Atm» ha spiegato Di Caterina, che subito dopo è sceso al piano terra e si è piazzato su una poltrona davanti alla tv collegata con la sala commissioni, circondato dai cronisti. Al suo fianco Rugari, penna e taccuino alla mano (chissà perché?), abito gessato, non si toglieva dal volto quel sorriso di chi sa di aver appena compiuto una marachella. E intanto Di Caterina ripeteva le sue accuse nei confronti di Atm, spiegando di aver provato a risolvere la questione del suo contenzioso già nel 2009 con l’allora assessore Riccardo De Corato. «E chi l’aveva mai visto prima di oggi?», replica il diretto interessato. Ora Di Caterina ci riprova con la nuova giunta. «Mi piace moltissimo – recita parole al miele l’imprenditore, indagato dai pm di Monza per le mazzette a Penati – Pisapia è un galantuomo, è il sindaco che deve mantenere in città un clima di legalità». Oggi, alle 16, si riunisce proprio la commissione comunale che dovrà discutere dei vari contenziosi che vedono coinvolta Atm. «Noi ci saremo», promettono il gatto e la volpe.