Massimo Gaggi, Corriere della Sera 09/09/2011, 9 settembre 2011
VOLETE FAR CARRIERA? ATTENTI AI DATI IN RETE
Che le imprese, in America come in Europa, decidano chi assumere anche sulla base di informazioni tratte da Internet non è una novità. Soprattutto negli Stati Uniti qualche foto inopportuna messa su Facebook negli anni dell’adolescenza — la festa in cui si è ripresi ubriachi o intenti a consumare droga — può disintegrare il curriculum più brillante.
Ma quella che fino a qualche tempo fa era una ricerca fatta in modo più o meno artigianale (e casuale) dalle singole aziende, negli Usa sta diventando una specialità professionale — il career checking — affidato a società specializzate come Social Intelligence che costruiscono veri e propri dossier su ogni persona che presenta una domanda d’impiego, scandagliando ogni angolo del web.
Le associazioni che cercano di tutelare la privacy sono insorte contro queste pratiche di dossieraggio, subito divenute sinonimo di oppressione orwelliana. Un Grande fratello non manovrato da un governo ma da più soggetti economici. Una «tirannia senza un tiranno» che, però, ha di recente superato senza danni lo scrutinio della Federal Trade Commission. Per l’authority federale di controllo, infatti, nell’attività di società come Social Intelligence non c’è nulla di illecito. Non spiano, non usano dati raccolti in modo fraudolento. Se rispettano le norme che vietano di fornire dati su religione, razza o stato di salute, che possono essere usati per compiere discriminazioni, non si pone alcun problema legale.
Chi è più tecnologicamente avveduto non ne fa un dramma: basta stare attenti a quello che si mette in rete e, magari, cancellare un po’ di materiale imbarazzante prima di entrare nel mercato del lavoro. Fioriscono anche le guide su come utilizzare la propria presenza nei social network per aumentare le possibilità di essere notati da un’azienda.
Oltretutto, il processo non è più a senso unico da quando sono nati strumenti come glassdoor.com — un sito americano ormai attivo e molto utilizzato anche in Italia — che consente agli aspiranti dipendenti di scandagliare i loro potenziali datori di lavoro, costruendo una hit parade delle imprese più appetibili attraverso le segnalazioni fornite a questa rete sociale in modo anonimo da chi in quelle aziende già lavora.
Che l’evoluzione tecnologica in questo campo sia inarrestabile è certamente vero: non è lontano il momento in cui il classico curriculum vitae perderà la sua importanza. Attenti, però, a non illudersi di poter facilmente controllare le proprie informazioni che circolano su Internet. Le società che fanno ricerche in rete, da TalentWise a Reputation.com a InfoCheckUsa, si moltiplicano e possono archiviare tutti i dati che circolano in rete (dalle ricerche che abbiamo fatto su Google a un commento a un acquisto su eBay) con molti anni di anticipo. Cancellare prima di entrare nel mercato del lavoro serve a poco.
Massimo Gaggi