F. Schianchi, l’Espresso 15/9/2011, 15 settembre 2011
A ognuno il suo esperanto - In principio fu l’esperanto, la lingua artificiale creata a fine Ottocento con l’obiettivo di portare pace e armonia tra i popoli, superando le barriere
A ognuno il suo esperanto - In principio fu l’esperanto, la lingua artificiale creata a fine Ottocento con l’obiettivo di portare pace e armonia tra i popoli, superando le barriere. L’esperimento non riuscì, ma la lingua mantiene un grande fascino: ogni anno ancora oggi si tiene un Congresso mondiale (l’ultimo a luglio a Copenaghen con una partecipazione di 1.500 persone). E c’è chi, grazie all’esperanto, ha raggiunto la notorietà: come una coppia inglese, di Newbury, per avere cresciuto i tre figli insegnando loro quella lingua. Ma non è l’unico linguaggio "inventato" ad avere tanto appeal: il professor David Crystal, esperto di inglese, riceve una proposta di "nuova lingua" ogni sei mesi. Un fiorire di grammatiche, suoni, sintassi che spuntano da una parte all’altra del pianeta. Tra i più celebri tentativi di creare un idioma di sana pianta, c’è quello parlato dagli alieni Klingon in "Star Trek": esiste una traduzione dell’"Amleto", un giornale e migliaia di fan che ne padroneggiano i rudimenti. O la lingua femminista Laadan, creata negli anni Ottanta da Suzette Elgin.