Varie, 9 settembre 2011
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Orszag Peter
• Boston (Stati Uniti) 16 dicembre 1968. Economista • «A occhio [...] potrebbe essere il protagonista di un film generazionale degli anni Novanta. Lui, nerd genialoide con la riga da una parte, sarebbe quello seduto al tavolo della mensa con panino, penna nel taschino della camicia e rivista di econometria a portata di occhiale, incurante delle ragazzine che inseguono il capitano della squadra di football. Infine, la rivalsa a colpi di premi e tesi brillanti, anche senza house party e balli di fine anno: in testa soltanto quel duro lavoro che porta dritto al successo planetario. Non è andata esattamente così, non nel dettaglio, ma la strada che ha portato l’ebreo ungherese Orszag dalle aule di Princeton alla direzione dell’ufficio budget del presidente [...] Barack Obama, non è priva di analogie [...] è un archetipo dell’obamismo: studi economici a Princeton, poi London School of Economics con Phd. Tutto rigorosamente con lode. Come il presidente eletto, anche Orszag non nasce con l’etichetta di falco della politica, ma si distingue con il titolo di “smart guy” fra le mura delle migliori accademie, per poi approdare a Washington. I suoi mentori sono i pezzi più grossi del panorama economico: Alain Blinder, Joseph Stiglitz e, last but not least, lo storico segretario al Tesoro dell’Amministrazione Clinton, Robert Rubin. Davanti alle telecamere, avvolto da cravatte fuori moda, Orszag dà sempre l’impressione di essere vagamente a disagio, e probabilmente preferirebbe essere nel caldo di uno studio con le maniche della camicia arrotolate a spingere più in là le sue conoscenze. Per riservatezza, aplomb e una certa aria da nerd ricorda un altro archetipo obamiano, David Plouffe, manager della campagna elettorale e “unsung hero” (eroe non celebrato) della vittoria democratica. A differenza di molti uomini dell’establishment economico [...] non ha esperienza diretta del mondo delle banche ma entra nell’olimpo politico per nomina diretta di Bill Clinton, che nel 1995 lo inquadra come generico adviser per poi promuoverlo consigliere personale un paio di anni più tardi. L’ascendente clintoniano non muove di un centimetro la sua sostanziale vocazione obamiana: il tratto qualificante della dottrina Orszag pesca nel cuore dei centri di ricerca piuttosto che nei democratici salotti del potere e lui, che pure ricalca in più punti la politica economica degli anni Novanta, di Clinton è più un figlio adottivo che naturale [...]» (Mattia Ferraresi, “Il Foglio” 5/12/2008) • «In pochi mesi, era diventato un oggetto del desiderio, prototipo dell’imbranato geniale e sexy. Più sciorinava i suoi numeri e le noiose ricette su come pareggiare il bilancio, più il suo potere di seduzione aumentava, al punto da ispirare un blog, Orszagasm.com, dove innumerevoli fan scatenate ne tessono le lodi e raccontano le loro fantasie. Perfino il presidente ironizzava sul suo irresistibile fascino di sciupafemmine. Ma [...] le cose si sono complicate. E non perché il deficit di bilancio stia sfuggendo di mano, vittima dei troppi programmi di spesa del presidente. Ma perché l’equilibrio dei suoi legami sentimentali è diventato tanto, se non più problematico di quello delle finanze pubbliche. Un’altra questione di “fimmini”, insomma. Divorziato e con due figli in custodia congiunta, Orszag ha collezionato storie su storie, fino a quando [...] alla cena della White House Correspondents’ Association, si è ritrovato seduto accanto a Bianna Goldryga, 31 anni, giornalista finanziaria della Abc, praticamente uno schianto. Colpo di fulmine, storia bollente, seguita da anello e fidanzamento, preludio a un matrimonio entro tempi brevi. Per gli occhi di Bianna, Orzsag ha dato il benservito alla fiamma precedente, Claire Milonas, 39 anni, greca, erede di un impero armatoriale, con cui si accompagnava da tempo. Piccola complicazione, Milonas in novembre ha dato alla luce una bambina, il cui padre è proprio il Casanova della Casa Bianca. Una leccornia per il pettegolezzo della capitale, le televisioni e i tabloid, che si sono subito gettate a corpo morto sull’affaire. Scoprendo fra l’altro che il “lover boy budget director”, com’è stato definito Orszag, è stato nel frattempo querelato dall’ex moglie nel 2008, per aver pagato in ritardo una rata degli 1,8 milioni di dollari che erano stati concordati al momento del divorzio. [...] In apparenza, la signora Milonas è stata modello di stile, firmando con l’ex amante il comunicato in cui hanno confermato la nascita della bambina e spiegato che la loro storia è finita [...] Ma sono in molti a sospettare che sia stata proprio lei, o magari il padre armatore descritto come furioso, a dare la notizia al New York Post, giornale dell’impero di Rupert Murdoch. [...]» (Paolo Valentino, “Corriere della Sera” 11/1/2010).