Varie, 9 settembre 2011
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Obrist HansUlrich
• Zurigo (Svizzera) 30 maggio 1968. Critico e storico dell’arte • «[...] uno degli intervistatori di professione più famosi al mondo [...] Duemila ore di conversazione con artisti, scrittori, poeti, architetti, urbanisti di tutto il mondo, radunate [...] in un colossale volume per l’editore Charta dal semplice titolo Interwiews [...]» (Letizia Tortello, “La Stampa” 19/7/2010) • «[...] folle e gentilissimo [...] nei primissimi posti della classifica di Art Review che mette in fila le personalità più potenti del mondo dell’arte [...] un uomo influente e nel contempo spiritoso e incontrollabile, sempre capace di entusiasmarsi [...] ha curato mostre in tutto il mondo, co-dirige la prestigiosa Serpentine Gallery di Londra, ha collaborato con molte riviste importanti ed è diventato grande insieme agli artisti cruciali del 2000, da Matthew Barney a Carsten Holler, senza dimenticare la traccia di alcuni maestri del ’900, da Alighiero Boetti a Gerard Richter. [...] “Tutto è nato all’ombra della famosa intervista del critico inglese David Sylvester a Francis Bacon, mi sembrava molto importante applicare quell’attenzione, quella profondità e quella capacità di entrare nel laboratorio del grande pittore anche ai compagni di viaggio della mia generazione, e di quella precedente, e di quella prima ancora. Poi è venuto il turno degli architetti. Poi dei curatori. Poi degli scrittori, dei registi, dei filosofi [...] non passa settimana senza che registri una nuova conversazione, e abbiamo persino organizzato diverse maratone di interviste che avvengono in luoghi pubblici, alcune durate 24 ore di seguito, in cui viene sondata un’intera scena locale. Ho cominciato nei primi anni ’90 e oggi l’archivio comprende un atlante della cultura contemporanea in tutte le discipline, da Jurgen Habermas a J.G Ballard, da Yoko Ono a Michelangelo Pistoletto. Ci sono poi le serie e le sotto-serie di interviste – per esempio ora sono molto interessato a proseguire la sequenza dedicata al pensiero anarchico, il cui esponente più contemporaneo è Julian Assange [...] È un progetto enciclopedico, ma anche una specie di organismo della conoscenza” [...] fa domande di tutti i tipi, per capire il mestiere e la storia di ogni personaggio. Da quanto è grande il loro ufficio a quante ore lavorano all’idea di arte che hanno [...]» (Gianluigi Ricuperati, “la Repubblica” 18/8/2011).