Sergio Luciano, ItaliaOggi 9/9/2011, 9 settembre 2011
PERCHÈ ALITALIA FINANZIA IL GIRO DELLA PADANIA?
L’inopinata iniziativa del Renzo «Trota» Bossi, il figlio del Senatur, di sguinzagliare sulle strade di Lombardia, Liguria, Veneto e Piemonte un paio di centinaia di ciclisti per la prima edizione del «Giro della Padania» avrebbe potuto avere miglior fortuna. Non solo è stata funestata all’inizio da un po’ di tafferugli degli ex di Rifondazione (assolutamente riprovevoli) ma anche da una sorpresa mista ad accenti polemici sulla scelta di introdurre, perfino nello sport, quest’area geografica atipica, appunto la Padania, che non c’è sulle mappe e nasce per virtuale secessione di quattro regioni (due e mezza, in verità) dalle altre. Ma c’è un altro dettaglio, che ha fatto pensar male più d’uno, certamente senza giusta ragione, eppure suggestivo: lo sponsor della gara, che è l’Alitalia. Ebbene, cosa c’è di strano? Di strano, dicono i malevoli, ci sarebbe che la Lega ha avuto negli ultimi tre anni un pessimo rapporto con ciò che resta della ex compagnia di bandiera, rea ai suoi occhi di aver preferito Fiumicino a Malpensa come «hub» per le sue connessioni internazionali, lasciando lo scalo varesotto orfano di un centinaio di voli. Bravissimo Giuseppe Bonomi, capo della Sea che gestisce Malpensa e Linate, a rimpiazzare i velivoli spariti. Ma insomma, la batosta era stata di quelle da tramortire un bufalo. Pochi ricordano che presto la Lega avrebbe sul piede la «palla-gol» con cui ricambiare pan per focaccia. A dicembre scade infatti la clausola di legge che ha sospeso l’applicabilità delle ordinarie regole antitrust sulla tratta Milano-Roma, che si rese necessaria per l’assorbimento di AirOne da parte della Cai (come si chiama societariamente la nuova Alitalia) e quindi per la concentrazione nelle mani di uno stesso soggetto di tutto il traffico aereo tra Linate e Fiumicino. Non si sa se l’Alitalia chiederà una proroga, anche se sarebbe strano il contrario. Si sa però che la Lega ha preannunciato la sua opposizione a quest’ipotesi. Dunque? Dunque, se è vero che a pensar male s’indovina, questo sarebbe proprio il momento, per Alitalia, di fare di tutto per ingraziarsi la Lega. È questa la vera ragione della strana sponsorizzazione? Conoscendo la serietà dei dirigenti Alitalia è giusto escluderlo, ma non tutti lo escludono... Certo, se qualcuno, negli ultimi 19 anni, avesse prestato ascolto all’appello di Bettino Craxi per una completa riscrittura della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, che avesse reso la pratica finalmente limpida e diretta, tante polemiche probabilmente oziose su sponsorizzazioni, finanziamenti culturali, fondazioni interposte e quant’altro, sarebbero oggi cadute da sole.