Varie, 9 settembre 2011
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Nichols Vincent
• Crosby (Gran Bretagna) 8 novembre 1945. Primate della chiesa cattolica in Inghilterra e Galles • «[...] Nato a Crosby, arcidiocesi di Liverpool, da piccolo sognava di fare l’autotrasportatore, ma poi ha aderito alla chiamata al sacerdozio [...] venne nominato vescovo ausiliare di Westminster nel 1992, il più giovane vescovo all’epoca. Nel 1996 giocò un ruolo importante nella preparazione del documento “Common Good” in cui i vescovi condannavano l’ideologia dell’avidità, un documento interpretato come un esplicito appoggio al New Labour. Per questo motivo Nichols giudicato “liberal” e l’appoggio al cosiddetto “Magic Circle” di Murphy-O’Connor (appunto a chi nella conferenza episcopale, dal 1996 in poi, ha promosso sistematicamente documenti e azioni di stampo sociale invece di privilegiare un azione a servizio dell’insegnamento cattolico) è un’etichetta dalla quale non è mai riuscito a distanziarsi del tutto. Eppure Nichols è stato ben altro che un paladino del “Magic Circle”: ha preso ripetutamente posizioni trancianti sulle tematiche di bioetica. Nel 2006 difese il Papa accusato di aver coperto gli abusi sessuali dei preti statunitensi in un video sui preti pedofili in Usa mandato in onda dalla Bbc e successivamente in Italia da Annozero. Sempre contro la Bbc si è scagliato per una serie tv che “caricaturizzava” Benedetto XVI. E ancora, lottò duramente (con successo) contro una legge del Parlamento che riservava una quota specifica di non-credenti alle scuole confessionali e, inoltre, in difesa (qui senza successo) delle agenzie cattoliche per le adozioni e contro invece il “Sexual orientation regulations” che ammette l’adozione anche per coppie gay [...] il suo portavoce, Peter Jennings [...] lo descrive come un uomo di preghiera, ponderato nelle decisioni, e con un approccio al governo della diocesi di tipo collegiale. Gran lavoratore ma anche affabile nei rapporti interpersonali, sia nella cura dei suoi sacerdoti, sia verso i fedeli che incontra. Eppure tutto poteva essere compromesso. Proprio in concomitanza con l’uscita della lettera del Papa di spiegazione della revoca della scomunica ai lefebvriani nella quale prometteva più attenzione nelle nomine e particolarmente più attenzione a quanto Internet pubblicava, alcuni siti web inglesi riportavano la notizia che Nichols, nella cappella dell’università cattolica di Birmingham, aveva autorizzato una celebrazione della Nascita di Maometto organizzata dalla Società Islamica d’Inghilterra. Insomma, nella cappella dove abitualmente viene celebrata la Messa, è andata in scena una celebrazione di tutt’altro genere. Ma Nichols è fatto così. Non lo si può definire un presule “liberal” seppure, a volte, prenda scelte non propriamente di stampo conservatore. [...]» (Paolo Rodari, “Il Riformista” 4/4/2009) • Nel 2010 fu accusato di avere presieduto un organismo per il controllo degli abusi sui minori senza denunciare, punire o almeno allontanare un sacerdote già coinvolto da anni in violenze sessuali su bambini • «[...] Dal 2001 al 2008 monsignor Nichols è stato a capo del Catholic Office for the Protection of Children, un’istituzione cattolica creata appositamente per vigilare sugli abusi sui minori all’interno della chiesa. Ma l’organizzazione non prese alcuna misura contro padre David Pearce, un monaco benedettino che era stato oggetto di ripetute indagini da parte della polizia e che nel 2006 era stato condannato dall’Alta Corte a un risarcimento di decine di migliaia di sterline per danni a una delle sue giovani vittime. Nel 2008, dopo un ennesimo assalto a un minore nell’abbazia di Ealing dove risiedeva, padre Pearce è stato infine arrestato e condannato a otto anni di carcere. I suoi abusi erano noti al cardinale Cormac Murphy-O’Connor [...] primate della chiesa cattolica inglese, ha ammesso un portavoce della chiesa, sostenendo tuttavia che monsignor Nichols ne è venuto a conoscenza solo poco prima dell’arresto. Pearce era stato a lungo preside della St. Benedict’s School, una delle scuole private cattoliche più costose e più prestigiose d’Inghilterra. I suoi abusi erano così noti che gli studenti lo avevano soprannominato “Gay Dave” [...]» (Enrico Franceschini, “la Repubblica” 11/4/2010). Vedi anche M. A. C., “Corriere della Sera” 11/4/2010.