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 2011  settembre 09 Venerdì calendario

SENZA INDIANI IL GRANA PADANO È FRITTO

Grana Padano? No, indiano. Se la ricetta è orgogliosamente nostrana, infatti, a tenerla in vita è un pugno di immigrati del Punjab, per lo più Sikh. Sono loro che «permettono al latte italiano di continuare a scorrere», come sottolinea enfaticamente l’International Herald Tribune.
Il quotidiano statunitense ha dedicato un reportage alla provincia di Cremona, dove proprio la numerosa presenza di contadini indiani ha salvato l’industria casearia. «Negli ultimi 20 anni, gli immigrati indiani si sono insediati nel cuore agricolo dell’Italia per lavorare principalmente nelle fattorie, spesso come bergamini, il nome con cui in dialetto vengono chiamati i produttori di latte», scrive l’Herald, aggiungendo che «se i lavoratori indiani scioperassero, la produzione di Grana Padano dovrebbe fermarsi».
E gli agricoltori padani? Chi li ha visti. Almeno quelli del settore caseario. «I giovani non vogliono più lavorare con le vacche», ha ammesso sconsolato il sindaco di Pessina Cremonese, Dalido Malaggi. Così, per gli indiani, abituati ad allevare le mucche nel Punjab, sfornare forme di Grana Padano a getto continuo è stato un gioco da ragazzi. Ora, secondo Coldiretti, sono un terzo dei tremila agricoltori presenti nella provincia. Un lavoro di Grana fina, il loro. A differenza dei soliti slogan e luoghi comuni sugli immigrati.