varie, 8 settembre 2011
Elisa Rossi, 69 anni. Romana, viveva in un appartamento nel quartiere Aurelio col marito, un tramviere in pensione, e col figlio Alessandro, 32 anni, in cura in un centro di igiene mentale per schizofrenia bipolare, a detta dei vicini «ragazzo tranquillo, educato e gentile»
Elisa Rossi, 69 anni. Romana, viveva in un appartamento nel quartiere Aurelio col marito, un tramviere in pensione, e col figlio Alessandro, 32 anni, in cura in un centro di igiene mentale per schizofrenia bipolare, a detta dei vicini «ragazzo tranquillo, educato e gentile». Costui, che da qualche tempo sembrava star meglio tanto che era tornato al suo impiego ai beni culturali, l’altra mattina, litigando con la madre per una faccenda di soldi, la riempì di calci e pugni e poi, afferrata una bilancia pesapersone, gliela suonò più volte in testa con tanta forza da fracassarle il cranio slogandosi, a sua volta, una spalla. Quindi telefonò alla polizia dicendo «ho ammazzato mia madre, sono matto» e quando gli agenti entrando in casa gli indicò il cadavere in terra in una pozza di sangue. Infine, preparandosi un caffè, spiegò: «L’avevo vista trasformarsi in diavolo». Verso le 7 di mattina di giovedì 8 settembre in via Sisto IV, zona Aurelio, a Roma.