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 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

LERNER PREVEDIBILE (MA BEN RASATO)

Per il suo ritorno in video, e per inaugurare la decima stagione, Gad Lerner ha scelto un lunedì di paura, con Piazza Affari a picco e una tempesta sui Btp da far paura. Scegliere, in questi casi, è un modo di dire: da mesi camminiamo sull’orlo dell’abisso, con un Paese che sta perdendo la sua credibilità e con governanti che si dimostrano incapaci di fronteggiare la crisi. Così, la battuta più efficace della serata spetta insperatamente a Guido Crosetto: mentre Gad magnificava la sua sigla, il «Magnificat» di Johan Sebastian Bach (eseguita in studio dal coro dell’Orchestra «Giuseppe Verdi» di Milano), il sottosegretario chiosava: «Qui, dopo il Magnificat, ci vuole il Requiem».
Il tono dell’Infedele non era difficile da indovinare: quadro cupo, se non catastrofico, incubo della bancarotta, difficoltà a trovare un via d’uscita. In studio c’erano, fra gli altri, Pietro Modiano (che ha riproposto la sua ricetta per uscire dalla crisi, già esposta sul «Corriere»), Maurizio Landini, sempre più preso dal suo personaggio di sindacalista barricadero, Marcello De Cecco (un po’ assente, la regia lo ha sorpreso persino sbadigliante), Massimo Mucchetti e Nunzia Penelope (La 7, lunedì, ore 21.20).
Si salvi chi può. Gad si è presentato in studio bene rasato e pettinato (adesso si capisce perché nei suoi spot appare sempre l’Antica Barberia Colla), quasi a significarci che, da una crisi del genere, se ne esce per vie individuali, visto che chi ci guida si deve preoccupare più dei procacciatori di femmine che dei destini del Paese. E visto che tutti gli ospiti sono a conoscenza della formula della salvezza, ma, loro malgrado, non riescono mai ad applicarla.
P.S. Domenica sera Raitre ha presentato un brutto, banale e sconclusionato documentario di Andrea Salvadore sull’11 settembre, introdotto da Giovanni Floris. Era proprio il caso di rispolverare le teorie cospirazioniste per descrivere un dramma che ci ha cambiato la vita?
Aldo Grasso