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 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

MoscaMondadori Arnoldo

• Milano 17 giugno 1971. Editore. Poeta. Dal 2010 presidente del Conservatorio Verdi • «[...] Figlio secondogenito di Nicoletta Mondadori dunque, per via materna, pronipote del mitico editore e nipote di Alberto, l’irrequieto e geniale fondatore del Saggiatore; figlio di Paolo e nipote di Giovanni Mosca, noti giornalisti [...] è cresciuto in un clan assai allargato e turbolento (i genitori risposati, sua madre con il filosofo Salvatore Veca; le liti dei Mondadori-Formenton e varie consorti spesso finite in tribunale). “Io ho sempre cercato di tener vivi tutti i rapporti. Non c’è nulla di peggio delle famiglie che si sfasciano tra mille rancori” [...] Laureato in filosofia, servizio civile con i malati terminali, appassionato lettore di grandi mistici come Giovanni della Croce, sposato con due figli, Arnoldo M.M. confessa che: “L’esperienza più importante della mia vita è stato l’incontro con il corpo di Cristo nell’eucarestia”. Questa dimensione tutta spirituale (“Non faccio parte di nessun gruppo religioso”) è il vero fil rouge del suo insolito cammino. “Angeli, che avete bisogno del suono, angeli, che non vi pentite”. Per 11 anni [...] ha lavorato con Alda Merini (“Alda mi ha messo spesso alla prova; è stata una sfida impressionante”), curando per Frassinelli tutte le opere d’ispirazione religiosa della poetessa e registrando anche la sua voce mentre dettava i versi (“Eternamente vivo”, s’intitola il libro più dvd con inedite registrazioni [...]). Ispirato, eclettico, fantasioso, il bisnipote di Arnoldo con Gian Marco Elia, presidente dell’onlus Amani, nel 2008 ha ideato “Porta di Lampedusa-Porta d’Europa”, il monumento di Mimmo Paladino eretto sull’isola in memoria dei migranti scomparsi in mare. “Donne e bambini morti innocenti”, s’indigna. “Un massacro del quale un giorno risponderemo”. Libri e performance. Nel 2009, Mosca Mondadori ha anche fondato una sua casa editrice che s’occupa d’arte e spiritualità [...]» (“La Stampa” 6/11/2010) • «Fin da bambino ha respirato in famiglia l’atmosfera della grande editoria, e i suoi ricordi personali sono affollati di nomi che hanno fatto la storia della cultura: rammenta i pranzi con il nonno materno Alberto Mondadori, la personalità del nonno paterno Giovanni Mosca, i personaggi che erano “di casa”, dal critico Cesare Garboli a Giulio Bollati “alto un metro e novanta, con quegli occhi, uno sguardo che colpiva e affascinava”, e ha l’unico rimpianto di non aver potuto conoscere il bisnonno Arnoldo, morto nel 1971 poco prima della sua nascita, e del quale porta il nome. [...]» (Ida Bozzi, “Corriere della Sera” 2/10/2009).