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 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

In rete Gesù ha più amici di Lady Gaga - Brutte notizie per Satana, or­mai considerato subdolo ispirato­re e signore assoluto del mondo vir­tuale: il più amato, il più popolare, il più cliccato di questo mondo è Gesù

In rete Gesù ha più amici di Lady Gaga - Brutte notizie per Satana, or­mai considerato subdolo ispirato­re e signore assoluto del mondo vir­tuale: il più amato, il più popolare, il più cliccato di questo mondo è Gesù. Dagli Stati Uniti, via «New York Times», arrivano i dati della travolgente vittoria, correlati ad una storia modernissima, benché antichissima come l’uomo. Cam­biano gli strumenti, cambiano le strade e i linguaggi, ma ancora oggi è così: l’uomo cerca l’amicizia sal­da e disinteressata di Gesù. E’ proprio Facebook, il nuovo muretto dove agli umani piace cer­care e dispensare amicizia, a ospi­tare l’inatteso prodigio. Negli ulti­mi tre mesi, un modesto angolo de­finito «Jesus Daily», il quotidiano di Gesù, è stabilmente in testa alla classifica degli indirizzi più fre­quentati: otto milioni e duecento­mila adesioni. Come canta Jova­notti: altro che Lady Gaga. Non c’è gara. Incassa pesantemente persi­no il giovanotto del momento, il cantanteJustinBieber, cheinAme­rica sta svalvolando moltitudini di ragazzine. Niente da fare: an­ch’egli ha meno amici di Gesù. A mente serena la classifica non do­vrebbe sorprendere nessuno, ma dall’aria che tira ci siamo abituati tutti a pensare che le menti non sia­no più così serene. Sì, Gesù in testa alle classifiche di Facebook resta comunque una sorpresa bella, ras­sicurante, persino divertente. Ci vorrebbe un amico. In certi momenti, ci vorrebbe un amico: quando le cose vanno male, ma an­che quando le cose vanno bene. Per piangere su una spalla, per tro­vare un poco di consolazione, per condividere gli attimi di inattesa fe­licità. E’ questa la convinzione che spinge un medico dietologo del NordCarolina, AaronTabor, 41en­ne figlio di un pastore (d’anime), a provare timidamente l’impresa. Dal 2009 è abituato a vendere via In­ternet i suoi libri sulla buona ali­mentazione, improvvisamente de­cide di dispensare qualche buon consiglio per alimentare anche l’anima. Separando opportuna­mente le due cose, apre una pagi­na Facebook riservata a Gesù. Sen­za saperlo, sembra lo strumento di un disegno divino. Non appena co­mincia­a mandare in rete brevi cita­zioni evangeliche, il suo amico Ge­sù ri-comincia a irradiare l’immu­tabile fascino: persino qui, nel re­gno oscuro e ambiguo di Internet, dove i virus del male sembrano muoversi e proliferare nell’am­biente più fertile. Ma in fondo non è cambiato nulla: come allora, Ge­sù provoca e scuote proprio in que­ste realtà, nelle frontiere del caos mondano,là dove l’uomo perde fa­ci­lmente la strada e rischia di smar­rirsi nel nulla. Milioni di giovani e di anziani chiedono la sua amici­zia: negli ultimi tre mesi, oltre otto milioni. Un record. E il legame non si ferma alla semplice adesione d’affetto:con 3,4 milioni di messag­gi, commenti, interventi nella sola ultima settimana, il quotidiano di Gesù straccia tutti quanti anche nellaparticolareclassificadellain­­terattività, il tremendo vocabolo (questo sì chiara opera di Lucifero) che rappresenta il dialogo e la par­tecipazione, ben più significativo del banale contatto. «Volevo solo aiutare la gente con qualche incoraggiamento», spie­ga adesso il dietologo dell’anima, travolto da imprevedibile succes­so. Cinque o sei pillole al giorno, tratte direttamente dal messaggio bio di Gesù. «Strada facendo, sono arrivate persone che combattono contro il cancro, che lottano per te­nere unito il proprio matrimonio, che cercano di riaprire un dialogo con i figli o con i genitori: Jesus Dai­ly è diventato un luogo centrale, do­ve trovare consolazione». Ma non solo drammi, dolore, disperazio­ne. Gli amici accorrono anche solo per sentirsi amici. «I love you Jesus», scrive da chissà dove Welli­ton Rocha. «Non c’è nessuno co­me te, Gesù», annota Eunice Amon. Bill Bray festeggia in comu­nità: «Congratulazioni, siamo di­ventati la pagina più famosa di Fa­cebook, ringraziamo Dio». Non è certo la prima volta che un sito di fede registra successi.Ma ne­gl­i altri casi c’è sempre un ente reli­gioso, purtroppo anche qualche predicatore cialtorne, a smuovere i moti dell’anima. Stavolta è tutto diverso: un amico di Gesù, ripor­tando le semplici parole di Gesù, riempie d’amici Gesù. Certo Gesù è quel genere d’amico che è consi­gliabile tenersi amico: si sa mai nel­la vita, si sa mai soprattutto dopo. Eppure questo primato su Face­book ha tutta l’aria di uno strano miracolo: anche nel nuovo mon­do, Gesù resta al centro del mon­do. Come predica Ratzinger, il vec­chio papa giovanissimo, non biso­gna te­mere i nuovi strumenti di co­municazione tra gli uomini. Il vero problema non è lo strumento, il ve­ro problema è chi lo usa.