Varie, 7 settembre 2011
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Luthi Urs
• Kriens (Svizzera) 10 settembre 1947. Artista (uno dei padri della body art) • «È dagli esordi nel 1966 che [...] pone il proprio corpo al centro dell’opera. E che porta su di sé il peso degli anni. Impilando sulla propria testa, come fa nell’autoritratto “Emigrant”, decine di lavori, carte, storie [...]» (Carlo Alberto Bucci, “la Repubblica” 9/1/2010) • «[...] si è divertito sempre a spiazzare gli stereotipi legati all’identità (sessuale soprattutto, ma non solo) [...] ha manomesso il suo corpo in una serie di travestimenti fotografici, sdoppiandosi in una medievale icona del compianto, in una ragazza vampiresca, seduttiva, materna, femme fatale, lasciando che la drammaturgia dell’aspetto fisico, impossibile da confinare in un genere preciso, interferisca con l’idea di autenticità del ritratto. Una body arte molto speciale la sua, che gioca con la frontiera dell’artificiale e allestisce un museo costellato di (auto)scatti, fotografie che in alcuni casi si presentano come “resti” concettuali di precedenti performance dal sapore vagamente poetico e disorientante (come può esserlo un lancio di fiori improvvisato). L’indeterminatezza, la sospensione - anche del giudizio - sono le categorie estetiche che tornano ossessivamente nelle sue maschere (come in Rrose Sélavy di Duchamp). “Se si prende se stessi e la propria vita come punto di partenza per le opere - ha detto Lüthi - questo non significa che arte e vita siano identiche. Alla fine sono due mondi completamente diversi...”» (Arianna Di Genova, “il manifesto” 17/12/2009).