Varie, 7 settembre 2011
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Wabara Abiola
• Parma 23 ottobre 1981. Giocatrice di pallacanestro. Della Geas di Sesto San Giovanni. Origini nigeriane, il 6 aprile 2011 denunciò di essere stata oggetto di insulti razzisti durante il match con la Comense (play-off di A1) • «[...] La Procura della Fip ha aperto un’indagine, la Digos ha acquisito i filmati della partita, il presidente del Coni Petrucci commenta con sdegno (“Chi ha detto quelle cose si faccia conoscere e spieghi il perché di quegli insulti, e se si considera superiore per dna e background”), la Lega Basket Femminile “condanna ogni atto di intolleranza razziale”. I due presidenti di club Antonio Pennestrì (Comense) e Mario Mazzoleni (Sesto) prima provano a stuzzicarsi, poi gli animi bruciano così tanto che decidono di scrivere una nota congiunta: “Insieme contro il razzismo nello stigmatizzare con decisione quanto avvenuto”. Pennestrì in un primo momento si era arrampicato in una scivolosa lettura: “Altrettanto grave il comportamento della Wabara che non ha ancora capito come deve comportarsi un’atleta in tali occasioni, con ciò scadendo a livello di chi, come sostiene lei, l’ha offesa”. Mazzoleni aveva replicato: “Parole farneticanti”. Politici uniti: il ministro per le Pari Opportunità Carfagna chiede di punire i colpevoli, la Pd Concia vuole provvedimenti del Coni, la Lega Nord di Sesto propone di fare come nel calcio: tessera del tifoso e sanzioni» (Alessandra Retico, “la Repubblica” 9/4/2011) • «[...] i gruppi organizzati di Ultras Como e Eagles Cantù, anche loro presenti a Casnate, hanno chiesto alla Wabara [...] di ritirare le accuse e chiarire, piuttosto, il senso di alcuni suoi gesti: “A fine partita ha mostrato ripetutamente il dito medio verso i tifosi”. Atteggiamenti successivi comunque alle offese. Wabara ha [...] testimoniato in Questura, confermando di essere stata oggetto di offese a sfondo razzista, “scimmia, negra di m...”, il classico, becero campionario. Gli arbitri, nel referto, non hanno scritto nulla. C’è chi accenna a un possibile conflitto d’interessi alla base di questa “dimenticanza”: il presidente della Lega basket femminile, Stefano Pennestrì, è il figlio del patron della Comense, Antonio. La Procura federale ha comunque aperto un’inchiesta sui fatti di Casnate. [...]» (Cosimo Cito, “la Repubblica” 14/4/2011).