Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

PUTIN DÀ IL VIA A NORD STREAM KIEV PIÙ DEBOLE

- MOSCA - Un tubo lungo 1.224 chilometri ha dato ieri una grande vittoria personale al premier russo Vladimir Putin, una forte garanzia economica alla Germania e nuove preoccupazioni al presidente dell´Ucraina Viktor Yanukovich. Il premier russo ha voluto azionare personalmente ieri mattina il quadro comandi che avviava il funzionamento del gasdotto Nord Stream, una conduttura che parte dalla costa del Mar Baltico e arriva direttamente sul suolo tedesco per rifornire di gas l´Europa settentrionale e centrale senza passare dall´Ucraina né da altri paesi dell´ex Patto di Varsavia.
Nel giorno di festa, mentre ringraziava ancora una volta il suo amico Gerhard Schroeder, ex cancelliere a Berlino e presidente di Nord Stream, Putin pensava soprattutto alle dichiarazioni bellicose del leader ucraino, alla ricerca di uno sconto sulle forniture di gas russo, che ancora minaccia di bloccare i gasdotti che passano sul suo territorio. L´avvio di Nord Stream ridimensiona parecchio il peso delle minacce ucraine. A preoccuparsi maggiormente delle beghe tra Mosca e Kiev resteremo noi italiani visto che il gas russo destinato al nostro paese, all´Austria e ad altri paesi dei Balcani continua a passare dalle instabili condutture ucraine. Non a caso, lo staff di Putin ha voluto ricordare ieri l´imminente intesa per il lancio di South Stream, il gasdotto che, passando sotto il Mar Nero e attraverso la Turchia, taglierebbe fuori definitivamente la riottosa Ucraina e renderebbe più sicuri anche i nostri inverni. Il 50% delle quote azionarie saranno ovviamente della russa Gazprom. Mentre Eni che era stato il primo e unico partner scenderà al 20% per consentire l´ingresso di Edf (15%) e della tedesca Wintershall (15%). Inizio delle forniture "sicure" non prima del 2015.
Nicola Lombardozzi