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 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

AZZOLLINI, MARATONETA DEL DOPPIO INCARICO - C´è

un uomo, solo uno, che ha accompagnato col suo corpo la progressione creativa della manovra. Si chiama Antonio Azzollini. Senatore e sindaco, nato a Molfetta, ivi residente. Con ardore non comune e vitalità impareggiabile ha presieduto la commissione Bilancio del Senato, snodo di tutte le più delicate operazioni di contabilità pubblica.
«Anche venti ore sveglio».
Ha fatto uso di integratori?
«Nessuna sostanza tossica o dopante. Forte e presente al dovere al pari dei miei avi».
Azzollini ha fatto la sentinella al Senato per l´estate intera.
«Dove mi hanno messo mi hanno trovato. Venga a vedere» .
Venti ore al giorno in questo mezzanino per tutto l´arroventato agosto?
«Venti ore è da considerare la punta massima. In media dodici, massimo quattordici nei momenti di più acuta crisi».
Tanta fatica, ma adesso tanto onore.
«Oggi mi rendo conto di quale sia la forza della televisione, cosa significhi apparire. A Molfetta mi fermano per strada, mi sorridono».
Solo un fisico di ferro può reggere due poltrone.
«Ho una particolare tecnica per separare idee e funzioni».
Riveli la tecnica.
«Il meglio, anche dal punto di vista della proposta legislativa, lo offro alla guida. Quando parto da Molfetta per Roma la mia testa lascia immediatamente la Puglia e si concentra sui problemi della Nazione».
Mette la sua testa totalmente al servizio del Paese.
«Non ho l´autista. Guido e penso. Appena l´idea si fa strada, la scrivo così non la perdo di vista».
Gli emendamenti alla Finanziaria li ha scritti mentre guidava?
«Un po´ pericoloso però efficace».
Se scende da Roma stacca la testa al senatore
«Esatto: s´interrompe la connessione col Senato e si allaccia quella con Molfetta».
Così non c´è confusione e i saldi di bilancio sono garantiti.
«Tranquillo. E glielo dice uno...»
Era del Pdup, partito di unità proletaria.
«Le mie idee non potevano perire sotto il muro di Berlino. Così ho pensato di traghettarle da quest´altra parte».