ANGELO AQUARO, la Repubblica 6/9/2011, 6 settembre 2011
POSTE USA IN GINOCCHIO PER LE E-MAIL
Macché sempre due volte: il postino in America rischia di non suonare mai più. Se il Congresso non agirà entro la fine del mese gli Stati Uniti perderanno il più antico e glorioso servizio pubblico. L´United States Postal Service non ha più un dollaro in cassa: ha dilapidato 20 miliardi di dollari in 4 anni e il 30 settembre scade un cambialone da 5,5 miliardi. Che porterà a 9,2 miliardi di deficit entro il 2011.
Il Postal Service muore: ucciso dalle email che in tutto il mondo hanno sostituito lettere e cartoline. Ma non è un delitto perfetto. C´è un pizzico di sindrome suicida nella gestione elefantiaca del servizio che ben prima del trionfo del web non è riuscito a confrontarsi con l´ascesa dei colossi privati. Il costo del lavoro rappresenta l´80 per cento delle spese: contro il 53 per cento e il 32 per cento dei rivali Ups e Fed. E i 5,5 miliardi di dollari in scadenza servono a pagare il fondo pensione dei 653mila dipendenti. Che appena dieci anni fa sfioravano il milione e che per salvare l´impresa ora si vorrebbero ridurre in due step: prima di un quinto e poi addirittura di un terzo.
Una cura da cavallo che non sarebbero stati in grado di sopportare neppure quei puledri che negli anni mitici del West fecero la storia dei pony express. Basta consegna della posta al sabato. Chiusura di oltre 3700 sedi. Cessione ai privati del cosiddetto "ultimo miglio": cioè la consegna porta a porta che per legge il servizio deve amministrare agli oltre 150 milioni di indirizzi di tutti gli States.
«La situazione è gravissima», dice il "postmaster general" Patrick R. Donahoe al New York Times. Dall´inizio del prossimo anno il servizio potrebbe saltare. E senza l´aiuto del Congresso non si va da nessuna parte. Perché anche il sindacato è in formato kolossal: e la sua strapotenza ha garantito negli anni una clausola di non licenziamento. Il Postal Service sostiene anche di superpagare i benefici sociali. E già sogna di poter recuperare una sessantina di miliardi dai fondi pensione. Ma ne va ovviamente della pace sociale: l´amministrazione di Barack Obama è già in allarme.
La tragedia è che l´accelerata dei costi stride col freno dei ricavi. Le poste hanno gestito 167 miliardi di spedizioni nel 2010: il 22 per cento in meno di 5 anni fa. E la prospettiva è di crollare sotto i 120 miliardi tra dieci anni. Così affonda il sogno di Benjamin Franklin: fu lui a battersi perché il servizio fosse pubblico. Inventando la leggenda dei corrieri che non sarebbero mai stati fermati - come recita l´iscrizione sullo storico edificio sull´Ottava Avenue di New York - "né dalla neve né dalla pioggia/ né dal caldo né dall´oscurità della notte". Come il primo maratoneta cantato da quell´Erodoto a cui la frase è rubata: e che oggi avrebbe spedito, anche lui, una mail.