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 2011  settembre 06 Martedì calendario

C´È UNA CITTÀ A PROVA DI LADRO. ANTIFURTO DEL SINDACO IN OGNI CASA

Un euro al giorno toglie il ladro di notte? Il sindaco Andrea Bassoli, assicuratore e ciclista, due furti in due anni, si è fatto una domanda e si è dato una risposta. «Sissignori. Al costo di un caffè faccio vivere tranquilla la mia gente».
Avviso ai topi di appartamento: se avete in mente di (continuare a) fare shopping nelle case di Pieve di Coriano - dove finora avete agito in scioltezza - lasciate perdere. La festa è finita e Fort Knox adesso si è trasferito qui, terra di tartufi e biciclette sull´argine del Po, a metà strada tra il lago di Garda e il mare Adriatico, dove puoi non vedere una macchina per chilometri ma i ladri, loro, ci vedono benissimo. Soprattutto al buio. Assalti in villa, buchi per entrare negli uffici, razzie o anche colpi stupidissimi, da ladri di galline, tipo tre succhi di frutta prelevati dal frigorifero però, ed è ancora più odioso, sempre quando la gente è in casa e sta dormendo.
Va così dal 2006, l´ultima ondata predatoria a maggio. Il Comune adesso ha detto basta e, primo caso in Italia, ha varato un impianto d´allarme unico per l´intero paese. Al costo, appunto, di un euro al giorno per ogni famiglia. Come funziona? Non pensate a una sirena centralizzata, nessun grande cervellone. Molto più semplice: l´amministrazione comunale, grazie a una convenzione siglata con l´Istituto provinciale di vigilanza di Mantova, offre il sistema di sicurezza a tariffe agevolate. Le famiglie - 450 per un totale di 1069 abitanti - possono o acquistarlo o noleggiarlo al costo di 30 euro al mese. Il contratto dura cinque anni. Dopodiché l´impianto di allarme può essere riscattato con un centinaio di euro, oppure si può rinnovare l´abbonamento. Completa il ventaglio delle offerte un rinforzo della vigilanza notturna: in pratica, pagando 3,5 euro l´anno, ogni famiglia può incrementare le ronde dei vigilantes, già attive, fino a tre giri del paese. Dall´attracco fluviale alla zona artigianale.
«Non c´è nessuna psicosi - dice il sindaco Bassoli, al secondo mandato, giunta di centrosinistra - ma la richiesta di maggiore sicurezza viene proprio dai cittadini. È chiaro che più contratti riusciremo a sottoscrivere e più controlli avremo». Vista così sembra che Pieve sia una succursale di Caracas o un avamposto libico. In realtà il primo cittadino sostiene che «come furti siamo più o meno nella media degli altri paesi». Ma si capisce che danza sui cristalli: se da una parte vuole sensibilizzare la comunità ad abbonarsi alla sicurezza privata, dall´altra non può alimentare ulteriori paure.
Da notare: in paese ci sono già sette telecamere. Le hanno messe tre anni fa, 36 mila euro di spesa. Sono collegate via wireless a una centrale operativa del municipio e la stazione dei carabinieri di Revere, il paese vicino. «A proposito, funzionano queste telecamere?», chiede Bruno Pelin al bar Acli, in piazza Gramsci. È inutile negare che un po´ di scetticismo c´è. Anche sul costo. «È vero che un euro al giorno è un caffè, ma fanno 365 euro all´anno per 450 famiglie». Lino Mazzola fa due conti e, sotto la facciata romanica di Santa Maria Assunta, allarga le braccia. A giugno nella prima assemblea pubblica organizzata dal sindaco, la risposta è stata positiva. «Da lì ho capito che la cosa può funzionare», sostiene Bassoli. A fine settembre ci sarà un altro incontro. L´operazione allarme cooperativo sarà già avviata. «In paese ci sono già un centinaio di case dotate di allarmi privati. Se riusciamo a sottoscrivere almeno un altro centinaio di contratti è un ottimo risultato. A quel punto i ladri dovranno sceglierle con il lanternino le case da svaligiare». Luca Morandi fa l´imbianchino. Per ora ha solo dei sensori sulla porta di ingresso. Sta valutando se accettare la proposta del Comune. «Un euro non è tanto, ma l´importante è che questi allarmi siano davvero efficaci».
Chissà cosa ne pensano le bande di rapinatori che calano dal Veneto. Non professionisti. Piuttosto, spiegano in municipio, ladri improvvisati. «Quelli che hanno preso i carabinieri erano romeni, minorenni». A maggio si sono dati da fare. Oltre all´ufficio dell´agenzia di assicurazioni Unipol gestita dal sindaco, hanno preso di mira le abitazioni del carrozziere, di un paio di pensionati e di una famiglia appena arrivata in paese. Sembrava di essere tornati all´anno orribile 2006, quella dei colpi a ripetizione. C´è da dire che nonostante le visite dei ladri, Pieve - in controtendenza rispetto alla media dei paesini - continua a popolarsi. Sette anni fa gli abitanti erano 800. Oggi mille e sessanta. Molti lavorano all´ospedale, una sede distaccata del Carlo Poma di Mantova che impiega 400 persone. «Siamo un paese giovane e pieno di bambini. E senza disoccupazione. Qui c´è un certo benessere. Forse - conclude Bassoli - i ladri ci hanno preso di mira per questo».