Andrea D’Agostino, Avvenire 7/9/2011, 7 settembre 2011
GAS: NELL’ACCORDO PER SOUTH STREAM ENI SCENDE AL 20%
L’ accordo finale sarà firmato tra poco più di una settimana - venerdì 16 settembre - ma il conto alla rovescia è iniziato da tempo. Il gasdotto South Stream sarà completato entro la fine del 2015, come annunciato ieri dal premier russo Vladimir Putin e dall’ad del colosso russo Gazprom, Alexiei Miller. Del progetto fanno parte l’Italia con Eni per il 20%, la Francia con Edf e la Germania con Basf - che avranno il 15% - e Gazprom con il 50%. Per il Cane a sei zampe si tratta di un vistoso calo, dato che all’atto della costituzione della società South Stream - il 18 gennaio 2008 avrebbe avuto il 50%, mentre all’altro azionista Gazprom sarebbe spettata l’altra metà. Nel giugno 2010 i due gruppi avevano poi firmato un protocollo d’intesa per l’ingresso di Edf con una quota «almeno pari al 10%». Wintershall (filiale di Basf), da parte sua, aveva firmato un altro protocollo lo scorso marzo, che prevedeva un investimento di 2 miliardi di euro a fronte dell’acquisizione del 15% del gasdotto. L’ingresso di francesi e tedeschi, secondo gli esperti, assicurerà una migliore copertura finanziaria e politica al progetto, soprattutto agli occhi dell’Europa.
L’annuncio dell’accordo è stato dato da Miller a margine dell’avvio ufficiale del gasdotto Nord Stream, che da fine ottobre collegherà Russia e Germania sotto il Mar Baltico: lungo 1.224 chilometri, con una capacità di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, consentirà alle forniture di metano russo destinato all’Europa di bypassare in parte gli attuali Paesi di transito, come Bielorussia e Ucraina, con cui i rapporti in materia energetica sono conflittuali. Non solo: con l’avvio di Nord Stream, l’Ucraina perderà il suo status esclusivo di Paese di transito per il gas russo in Europa (finora vi è passato l’80% di esportazioni di gas russo). Kiev e Mosca sono ai ferri corti, dopo che l’Ucraina aveva chiesto di rinegoziare il contratto del 2009 per le forniture di metano russo, ritenuto troppo oneroso.
South Stream sarà ancora più lungo rispetto al gasdotto Nord: ben 3.600 chilometri, attraverso i quali porterà il gas russo nell’Europa occidentale, passando nel Mar Nero (per 900 km) e riemergendo sulla costa bulgara da dove si dirameranno due tratti: uno diretto verso nord occidentale, l’altro verso sud, fino all’Italia. Ma soprattutto come Nord Stream, anche questo canale permetterà a Mosca di rifornire il Vecchio Continente evitando l’Ucraina.