Ettore Bianchi, ItaliaOggi 7/9/2011, 7 settembre 2011
MATRIMONI COMBINATI IN CINA
Sta scomparendo in Cina il matrimonio combinato. La maggioranza dei giovani ora sceglie autonomamente con chi accasarsi. Un altro mutamento riguarda il divorzio, che è in forte crescita: nel 2009 ne sono andati in porto 2,5 milioni, con un incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente.
Perfino in campagna, dove le tradizioni erano più rispettate, i matrimoni combinati sono ormai una rarità.
Soprattutto nelle città i cinesi si sposano più tardi. Un risultato dovuto, da un lato, alla volontà del governo e, dall’altro, all’aumento del livello di istruzione e del tenore di vita. Per esempio, l’anno scorso a Shanghai l’età media in cui si convolava a nozze era intorno a 32 anni per gli uomini e a 30 per le donne. Profondi cambiamenti sono avvenuti anche sul fronte delle aspettative degli sposi. Ciò a partire dagli anni 1980: l’emancipazione sessuale ha portato a comportamenti più aperti nell’ambito delle relazioni prematrimoniali. I giovani scelgono i loro partner in base ai sentimenti, alla compatibilità di carattere, alle aspirazioni e gusti comuni, mentre le due generazioni precedenti avevano conosciuto, in maggioranza, i matrimoni combinati. L’era maoista, inoltre, imponeva l’assenza di differenze tra uomo e donna e la quasi impossibilità di esprimere i sentimenti.
Nonostante i mutamenti di costume, il matrimonio resta un obbligo sociale nel paese asiatico. Avere bambini senza sposarsi è inconcepibile per la maggior parte dei genitori, che continuano a esercitare una forte influenza: molti di loro ricordano ai loro figli trentenni che è ora di convolare a nozze, dando anche dei pareri su eventuali fidanzati o fidanzate. Un parere negativo è difficilmente aggirabile, come del resto avviene in paesi come la Corea del Sud e il Giappone. L’influsso dei genitori è tanto più forte nella misura in cui gran parte di loro parteciperà generosamente al finanziamento del matrimonio, all’acquisto della casa e ad altri tipi di aiuto economico. Così avviene che non pochi fanno il grande passo soltanto perché l’età è arrivata o perché, comunque, bisogna farlo. A essere toccati da questa mentalità sono soprattutto gli uomini, che devono far fronte a un contesto sfavorevole: a causa dello squilibrio demografico, secondo alcuni studi, oltre 24 milioni di cittadini maschi potrebbero non trovare moglie entro il 2020. Meglio affrettarsi.