Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  settembre 07 Mercoledì calendario

MATRIMONI COMBINATI IN CINA

Sta scomparendo in Cina il matrimonio combinato. La maggioranza dei giovani ora sceglie autonomamente con chi accasarsi. Un altro mutamento riguarda il divorzio, che è in forte crescita: nel 2009 ne sono andati in porto 2,5 milioni, con un incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente.
Perfino in campagna, dove le tradizioni erano più rispettate, i matrimoni combinati sono ormai una rarità.
Soprattutto nelle città i cinesi si sposano più tardi. Un risultato dovuto, da un lato, alla volontà del governo e, dall’altro, all’aumento del livello di istruzione e del tenore di vita. Per esempio, l’anno scorso a Shanghai l’età media in cui si convolava a nozze era intorno a 32 anni per gli uomini e a 30 per le donne. Profondi cambiamenti sono avvenuti anche sul fronte delle aspettative degli sposi. Ciò a partire dagli anni 1980: l’emancipazione sessuale ha portato a comportamenti più aperti nell’ambito delle relazioni prematrimoniali. I giovani scelgono i loro partner in base ai sentimenti, alla compatibilità di carattere, alle aspirazioni e gusti comuni, mentre le due generazioni precedenti avevano conosciuto, in maggioranza, i matrimoni combinati. L’era maoista, inoltre, imponeva l’assenza di differenze tra uomo e donna e la quasi impossibilità di esprimere i sentimenti.
Nonostante i mutamenti di costume, il matrimonio resta un obbligo sociale nel paese asiatico. Avere bambini senza sposarsi è inconcepibile per la maggior parte dei genitori, che continuano a esercitare una forte influenza: molti di loro ricordano ai loro figli trentenni che è ora di convolare a nozze, dando anche dei pareri su eventuali fidanzati o fidanzate. Un parere negativo è difficilmente aggirabile, come del resto avviene in paesi come la Corea del Sud e il Giappone. L’influsso dei genitori è tanto più forte nella misura in cui gran parte di loro parteciperà generosamente al finanziamento del matrimonio, all’acquisto della casa e ad altri tipi di aiuto economico. Così avviene che non pochi fanno il grande passo soltanto perché l’età è arrivata o perché, comunque, bisogna farlo. A essere toccati da questa mentalità sono soprattutto gli uomini, che devono far fronte a un contesto sfavorevole: a causa dello squilibrio demografico, secondo alcuni studi, oltre 24 milioni di cittadini maschi potrebbero non trovare moglie entro il 2020. Meglio affrettarsi.