varie, 6 settembre 2011
Michelangelo Nicotra, 42 anni. Di origini catanesi, idraulico, a lungo aveva convissuto a Torino col fidanzato Ettore Brachetto, 42 anni pure lui, sordomuto, di mestiere fattorino
Michelangelo Nicotra, 42 anni. Di origini catanesi, idraulico, a lungo aveva convissuto a Torino col fidanzato Ettore Brachetto, 42 anni pure lui, sordomuto, di mestiere fattorino. I due per un periodo s’erano lasciati e il Nicotra s’era trovato un nuovo amante venezuelano, poi s’era riavvicinato all’ex ma lunedì sera andò a casa sua e gli fece sapere che di lui s’era di nuovo stufato. Quello allora gli saltò addosso, lo riempì di calci e pugni, afferrò un coltello, gli infilò la lama più volte in tutto in corpo e infine gli sbattè la testa contro lo spigolo di un muro, fino a fracassargli il cranio. Un vicino, sentendo il Nicotra che urlava «aiuto mi ammazza» mentre l’ex compagno lo inseguiva per tutta casa, chiamò i carabinieri che sfondando la porta videro sangue dappertutto, mobili a pezzi, e il sordomuto che, sopra al corpo dell’amante, continuava a colpirlo nonostante fosse già cadavere. Verso le 22 di lunedì 5 settembre in un appartamento di Via Garibaldi 57 nel centro storico di Torino.