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 2011  settembre 06 Martedì calendario

APPUNTI, PER VOCE ARANCIO - NO MONEY MAN

Mark Boyle, irlandese, laureato in Economia, 32 anni. Soprannome: “the no money man”, “l’uomo senza soldi”. Mark Boyle non ha un soldo: nel 2008 ha deciso di eliminare il denaro dalla sua vita. Venduta la casa galleggiante di Bristol dove abitava dal 2002 e lasciato il lavoro, è andato a vivere in una roulotte (messa a disposizione da Freecycle, gruppo di persone che si scambiano gratuitamente oggetti), parcheggiata in una fattoria. Lì ha cominciato a darsi da fare come volontario per tre giorni la settimana.

FREECONOMY Mark aveva deciso che l’esperimento sarebbe durato un anno. Invece, non solo dal suo blog, justfortheloveofit.org, è nata una comunità all’insegna della “freeconomy” – l’economia della gratuità – cui oggi aderiscono oltre 30mila persone in 157 Paesi, ma ora sta anche lavorando con altri attivisti alla creazione della prima comunità inglese in cui non circoli valuta.

SENZA La signora Heidemarie Schwermer, tedesca, nata nel 1942. Psicoterapeuta, mamma di due figli, nonna di tre nipoti. Dopo avere fondato il primo circuito tedesco di baratto, nel 1996 ha regalato tutto ciò che possedeva. Motivo: il desiderio di vivere senza denaro.

LIBERA Come raccontato nel suo libro Vivere senza soldi (uscito in Italia per Terra Nuova Edizioni) e nel film di Line Halvorsen Living without money, negli anni la signora Heidemarie è riuscita a sperimentare «un’esistenza libera dalle preoccupazioni legate alla proprietà».

PROBLEMA/1 A New York le persone che vanno in bicicletta sono sempre più numerose (mezzo milione dice un sondaggio) e non sanno più dove parcheggiare. Per risolvere la questione in alcuni condomini sono nate le “bike room”, depositi trasformati in spazi per sistemare le due ruote.

PROBLEMA/2 Altro problema segnalato a New York: i ciclisti indisciplinati, considerati la causa di un numero crescente d’incidenti. Per risolvere la questione gli “ambasciatori del codice stradale” dell’associazione Transportation Alternatives vanno per le strade a educare i ciclisti e a chiedere loro di sottoscrivere un impegno solenne di disciplina stradale.

NON SAPERE Un italiano su 94 non sa andare in bicicletta. Gli italiani che vanno al lavoro o a scuola pedalando sono sei milioni. In dieci anni si sono quadruplicati.

MOTORIZZAZIONE «Oggi la percentuale di utenti dei pedali è schizzata in alto, per trovare una quota così elevata di “mobilità dolce” bisogna tornare al periodo che ha preceduto la motorizzazione di massa» (Alberto Fiorillo di Legambiente).

QUESITO Quesito sulle lampadine a basso consumo: si risparmia elettricità se spengo ogni volta che esco da una stanza oppure meglio lasciare la luce accesa? New Scientist ha identificato la soglia ottimale di gestione. Se si sta fuori da una stanza per meno di 15 minuti, meglio lasciare accesa la lampadina; oltre quel periodo, conviene spegnerla.

DIVIETO Il divieto di vendita delle tradizionali lampadine da 60 watt imposto dall’Unione europea, scattato il I settembre. Progressivamente, le vecchie lampadine saranno sostituite da quelle a risparmio energetico (Led, alogene e fluorescenti compatte). Nel 2009 erano già uscite dal mercato quelle da 100 watt, seguite un anno dopo da quelle da 75. Nel 2012 toccherà a quelle da 45 watt.

NOVITA’ La novità dovrebbe garantire sia minori immissioni di Co2 nell’ambiente sia risparmi economici. Le nuove lampadine, rispetto a quelle a incandescenza, consumano in media l’80% in meno. Quando tutti gli italiani passeranno ai nuovi sistemi d’illuminazione, sarà possibile risparmiare fino a 5,6 miliardi di kilowattora, pari a tre milioni di tonnellate di anidride carbonica. Risparmio a livello europeo: 32 tonnellate di Co2 l’anno, cioè 11 miliardi di euro in meno per la bolletta elettrica.

NEON Il neon, o neo. Elemento chimico della tavola periodica degli elementi, ha come simbolo Na e come numero atomico 10. Emette una luce rosso-arancio dentro a un tubo a scarica. Possiede una capacità di refrigerazione 40 volte superiore a quella dell’elio liquido e tre volte superiore all’idrogeno liquido. È ampiamente usato nelle insegne pubblicitarie.

ROSSI A scoprire il neon, nel 1898, fu una coppia di chimici inglesi, William Ramsay e Morris Traers mentre facevano esperimenti per trovare altri gas. All’inizio del neon nessuno sapeva che cosa farsene: dovettero trascorrere altri 12 anni finché un altro francese, Georges Claude, chiuse il nuovo gas dentro due tubi rossi a basso vuoto e li mostrò al Motor Show di Parigi del 1910.

INSEGNA La prima insegna pubblicitaria al neon, che risale al 1913 e fu esposta a Parigi: riproduceva una marca di alcolici italiani, il vermuth Cinzano.

FESTEGGIARE Iniziative per festeggiare il centenario della scoperta del neon: il Museo del Neon di Los Angeles raccoglie vecchie luci al neon andate in disuso, la fotografa Kirsten Hively dà la caccia a tutte le insegne al neon rimaste a New York e le mette nel suo blog projectneon.tumblr.com, i collezionisti accorrono al Neon Boneyard, il Cimitero del Neon, dieci chilometri da Vegas, per acquistare pezzi rari ecc.

RICICLARE Gli antichi Romani, che riciclavano vetro. Aggiungevano cocci di vasi o bottiglie rotte alla miscela impiegata per farne di nuovi. Secondo uno studio recente, il riciclaggio era molto comune tra il III e il IV secolo dopo Cristo in Britannia: quasi metà dei 517 oggetti di quel periodo studiati conteneva vetro riciclato.

FRAMMENTAZIONE A rivelarlo, tracce delle tinture usate per colorare frammenti diversi (come il cobalto per il blu o il rame per il rosso). Il boom del riciclaggio coincise con l’inizio della frammentazione dell’impero: le consegne di vetro nuovo s’interrompevano spesso, e i vetrai dovevano arrangiarsi.