Vincenzo Pricolo, il Giornale 4/9/2011, 4 settembre 2011
Spaghetti contro risotto La coppia Nord-Sud litiga soprattutto a tavola - Lui: «Gli spaghetti non vanno spezzati e si cuociono con molta acqua e fuoco vivace
Spaghetti contro risotto La coppia Nord-Sud litiga soprattutto a tavola - Lui: «Gli spaghetti non vanno spezzati e si cuociono con molta acqua e fuoco vivace. Anzi, ci penso io che è meglio. Così almeno saranno al dente».Lei:«Hai bruciato di nuovo il risotto!? Dovresti aver imparato che il brodo va aggiunto poco per volta e la fiamma dev’essere bassa ». Puofarsorridereintempidiglobalizzazione e società aperte e permeabili, però le coppie italiane formate da una lei del Nord e un lui del Sud, o viceversa, litigano ancora, e molto, per motivi «etnici». Ovvero per tutto ciò che attiene all’imprinting, lo stampo, geoculturale dei partner: stili di vita e di consumo, usanze sociali, pratiche domestiche... Ma soprattutto in cucina e a tavola. Lo attesta una recente ricerca condotta dall’associazione culturale Genti e Paesi ( e la sua emanazione Club dei Single) il 78% delle persone che hanno partner di città diverse dalla propria dichiara che le fortidifferenzenelleabitudinicreano incomprensioni e difficoltà alla coppia.Otto su dieci.A 150 anni dall’Unità d’Italia, dopo il rimescolamento etnico provocato dallo Stato nazionale e quattro o cinque generazionidimatrimonimistifracalabresi e venete, campani e lombarde, piemontesi e siciliane, liguri e sarde eccetera e viceversa. Siamo ancora a «mogli e buoi...». Eppure la faccenda della pasta e dell’arborio, ovvero delle discussioni sulla superiorità dell’extravergine sul burro e delle lacerazioni emotive scatenate da un moto di ribrezzo per il sanguinaccio potentino o la mostarda di Cremona, riguarderebbe soprattutto i giovani. La maggiorpartedelcampionedelsondaggio, infatti, è formato da persone che intrattiene una relazione a distanza, spesso nata durante le vacanze, con partner di città diverse dalla propria. Negli amori interregionali, il 52% degli interpellati confessa di aver notato le maggiori differenze col partner proprio a tavola o ai fornelli. Fra pentole e padelle, insomma,il melting pot all’italiana non ha funzionato. Così dovrebberoconcludere, difronteaquestidati, glistudiosidellaciviltàgastronomica dello Stivale che esaltano giustamentecomeunagrandericchezza culturale la varietà delle cucine deinostricentocampanili. Evidentemente ci sono ancora tanti italiani, maschi e femmine, che oltrepassano l’orlo della crisi di nervi per il penetrante effluvio di cipolla del sugo alla Genovese, specialità della tradizione napoletana tornata felicemente in auge, o per l’feroce profumo di fuoco, salvia e cacciagione dello spiedo bresciano, summa gastronomicadellatrimillenariaciviltà silvo-agro-pastorale prealpina. O per le numerose versioni del formaggio con i vermi, quasi tutte meridionali e ormai pressoché introvabili. Cibo a parte, la maggior parte del campione del sondaggio riesce a sorvolare. Perché «soltanto» il 24% trova intollerabili, nell’altra metà della coppia, l’organizzazione del tempo e gli orari di pranzo e cena. E «solo»il10%nonsopportal’eccessiva (o scarsa) attenzione dedicata dal partner a rituali festivi come la celebrazione del santo patrono e dell’onomastico. E ancora, «solo» il 6 dichiara che i contrasti nascono per i pregiudizi della famiglia e dei parenti, propri o del partner. E se tanti amori Nord-Sud vanno in tensione sulla gastronomia, proviamo a immaginare quante coppie davvero miste (lui italiano e lei cinese, un arabo e un’italiana...) si sono dissolte a tavola o in cucina.