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 2011  settembre 04 Domenica calendario

E gli adolescenti della Striscia hanno scoperto il surf - A Gaza, ragazzi e ragazze dagli 10 ai 16 anni hanno scoperto il surf un paio di anni fa

E gli adolescenti della Striscia hanno scoperto il surf - A Gaza, ragazzi e ragazze dagli 10 ai 16 anni hanno scoperto il surf un paio di anni fa. Quest’anno, nonostante i pericoli, in moltissimi ci riprovano. Cinque settima­ne di puro divertimento. Possibilmente lontani dagli attentati che hanno turbato lo svago dei campi estivi anche questa sta­gione: il 28 luglio, quando un commando di dieci persone ha danneggiato un campo delle Nazioni unite bruciando le bandiera dell’Onu. Nonostante l’instabilità della regione, i ragazzi della Striscia sono infatti tornati a cavalcare le onde del Mediterraneo più ri­schioso. Fanno a gara a chi resiste più tem­po su tavole di plastica.Molti, quest’anno, si sono spostati a sud, all’altezza di Khan Yunis. Dove il mare è più pulito rispetto a Gaza e le spiagge sono diventate praticabi­li grazie anche alla Croce rossa italiana, che ha trasformato in uno stabilimento at­trezzato un semplice cantiere aperto a maggio dai palestinesi. Così una piscina naturale fatta di scogli è diventata il punto di riferimento per centinaia di loro. Le pri­me associazioni di surfisti nella Striscia so­no nate circa tre anni fa, come il Gaza Surf Club, e oggi si contano almeno una decina di movimenti. Tra loro moltissime ragaz­ze. Un messaggio di libertà raccolto gioco­forza dalle autorità di Hamas, che a mag­gio ha autorizzato i lavori in un’area semi­deserta all’altezza di Khan Yunis: conside­rata «protetta»per la presenza di reperti ar­cheologici romani è stata trasformata in un’oasi turistica dalla Croce rossa italiana in un paio di mesi. «Lo spazio non è grande - spiega Gian Marco Onorato, capo delegazione in Me­dio oriente - Abbiamo piazzato una vec­chia tenda che non ci serviva più, tanto per poter restare all’ombra e organizzare i gio­chi. I nostri partner della Mezzaluna rossa stanno ultimando i lavori». Il coordinato­re e direttore del programma sociale a Ga­za è uno psicologo. Non a caso. I bambini, infatti, sono andati in spiaggia per la prima volta solo quando i coloni israeliani hanno lasciato la Striscia nel 2005. Migliaia di pa­lestinesi non hanno visto le onde per anni. L’area a sud di Gaza City è diventata per lo­ro un piccolo angolo di paradiso. L’acqua è limpida e il confine israeliano è meno vi­cino. Ma le intimidazioni dei gruppi radi­cali di ispirazione salafita, che un anno fa hanno attaccato il Crazy Park, uno dei po­chi parchi acquatici di Gaza, non si ferma­no. Anzi, continuano. Come quella segui­ta al record di volo simultaneo raggiunto un mese fa da 8mila bambini. Quando han­no fatto volare sui cieli di Gaza 4mila aqui­loni, entrando nel Guinness dei primati.